Redazionale. Recensione al volume di 

Giuliana Iurlano, Da Barcellona a Stelton. Ferrer e il Movimento delle Scuole Moderne, M&B Publishing, 2000, 446 pagine. 

Francisco Ferrer fucilato a Barcellona perché ritenuto tra gli ispiratori della rivolta cittadina, fu un mito dell’inizio del 900.

In suo sostegno intervennero invano artisti e scienziati, ministri e prelati e il suo martirio ispirò decine di militanti socialisti, anarchici, laici in tutto il mondo.

Tuttavia oggi la sua figura è pressoché sconosciuta.

La ricerca storica, si sa, nasce sempre da domande che non trovano risposta e quelle relative a Ferrer erano veramente tante. Chi era? un massone, un anarchico, un avventuriero, di tutto un po’? Che cosa aveva fatto veramente? Perché era stato ucciso? Perché di lui non c’era traccia in alcuna opera di storia della pedagogia? Perché dopo essere stato all'inizio del secolo figura chiave della cultura politica progressista da tempo era caduto nell'oblio, eccezion fatta per una ristretta cerchia di anarchici?

I pochi studi esistenti non fornivano un quadro completo del suo pensiero e della sua azione, come della fortuna dei suoi scritti e delle sue concezioni educative. Il lavoro di Giuliana Iurlano viene invece a colmare questa lacuna perché rappresenta il primo grande contributo volto a delineare una monografia completa su tale personaggio, in quanto comprende sia gli aspetti principali di una biografia sia uno studio sull’ambiente e sulle teorie pedagogiche inerenti ed affini all’opera dell’educatore spagnolo; inoltre dà conto della forza d’impatto che il suo martirologio ebbe negli ambienti colti e progressisti d’Europa e degli Stati Uniti, un segno di memoria che, per molti versi, è durato fino ad oggi. Ferrer, insomma, con quest’opera, esce dal mito memorialistico e agiografico e si sottopone a pieno titolo all’analisi scientifica della riflessione storiografica.

Nel libro viene descritta e spiegata una vicenda umana, politica, sociale e intellettuale partendo da una visione d’insieme, dalla capacità di attraversare l’accavallarsi degli eventi, dei sentimenti e delle avventure culturali che coinvolgono decine di personaggi e che, pertanto, trapassano dallo stesso educatore spagnolo fino alla fortuna che egli ebbe in Europa e in America; un tragitto che in questo caso va da Barcellona a Stelton.