Valiani Leo

Leo Valiani
(da Lettera ai Compagni, n.1, marzo-aprile 1999)

«L’avventurosa biografia»

Nato a Fiume il 9 febbraio 1909, morto a Milano il 18 settembre 1999.
Il suo vero cognome era Weiczen, italianizzato in Valiani nel 1937. Nella sua città natale, ragazzino assiste alla violenza squadrista dell’incendio della Camera del lavoro. A Milano, diciassettenne, si presenta alla redazione del «Quarto Stato» dove incontra i due direttori della rivista: Carlo Rosselli e Pietro Nenni che, favorevolmente impressionati da quel ragazzo che voleva la collezione completa della rivista, lo mandano a conoscere anche i padri nobili del socialismo italiano: Claudio Treves e Filippo Turati.
Nel ’28 la prima condanna per propaganda antifascista. Valiani attraversava il confine jugoslavo e comprava i giornali degli esuli antifascisti, ovviamente proibiti in Italia.
Dopo un anno di carcere lo confinano a Ponza, dove diventa comunista. Ritornato a Fiume riprende l’attività clandestina e nel ’31 viene arrestato di nuovo e condannato a 13 anni e sette mesi da scontare nelle carceri di Lucca e di Civitavecchia. La fede comunista comincia a vacillare dopo le chiacchierate con Altiero Spinelli e soprattutto in seguito al patto del ’39 fra Hitler e Stalin. Notizia che Valiani apprende in Francia dove si era rifugiato e dove la gendarmeria lo cattura e lo spedisce in un campo di concentramento per comunisti. Dalla Francia fugge a Cuba, negli Stati Uniti e in Messico da dove, nel ’43, ritorna in Italia e partecipa alla guerra di Liberazione.

Deputato alla Costituente per il partito d’Azione, dal 1949 lavora alla Banca Commerciale Italiana coltivando nel contempo l’attività giornalistica e i suoi amati studi storici raccolti in numerosi volumi, tra i quali: «Tutte le strade conducono a Roma», «Questioni di storia del socialismo», «Dall’antifascismo alla Resistenza», «La dissoluzione dell’Austria-Ungheria», «Il Partito d’Azione nella Resistenza», «La lotta sociale in Italia e l’avvento della democrazia», «Sessant’anni di avventure e di battaglie», «Scritti di storia. Movimento socialista e democrazia», «Fra Croce e Omodeo. Storia e storiografia nella lotta per la libertà», «Testimoni del Novecento. Le grandi figure della democrazia italiana nel ricordo di un protagonista».
Nel 1994 è stato nominato senatore a vita dal presidente Sandro Pertini.

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