GLI EROI SON TUTTI GIOVANI E BELLI
Un percorso documentario sulla Resistenza per biblioteche, scuole e Comuni
In occasione del 70° della Liberazione, la mostra “Gli eroi sono tutti giovani e belli”, promossa e organizzata da FIAP, Anpi Milano, Anpi Monza e Brianza, Camera del Lavoro metropolitana di Milano,  Fondazione  Giuseppe Di Vittorio, Fondazione Aldo Aniasi e Fondazione Elio Quercioli, intende ricostruire attraverso l’intreccio di fonti di varia tipologia – documenti d’archivio, fotografie, materiale a stampa – i fatti e la memoria dei soggetti, uomini e donne, che hanno manifestato, dopo l’8 settembre 1943, in modi e forme diverse, il  proprio dissenso al regime di Salò e all’occupazione nazista, contribuendo all’affermazione in Italia di una Repubblica democratica. Lo scopo è quello di rendere fruibile alla cittadinanza e soprattutto alle nuove generazioni il patrimonio delle idee che hanno fortemente connotato la cultura politica antifascista alla base della nostra Carta costituzionale, rafforzando il legame tra identità, memoria e storia. 
La mostra si caratterizza per due aspetti in particolare:  l’impostazione storico-didattica che si traduce in una puntuale contestualizzazione dei fatti storici che consente di comprendere con maggiore chiarezza non solo i nessi causali tra gli eventi, ma anche cesure e discontinuità tra la visione di società e Stato disegnati dal regime fascista – espressa , per esempio nelle “leggi fascistissime” – e quella disegnata dalla Resistenza; la scelta di rappresentare tutte le forme in cui la Resistenza si è espressa, da quella armata a quella civile, un’opposizione, cioè, senz’armi, capace di sottrarre autorevolezza e legittimità all’occupante e alle sue regole e  che ha coinvolto moltissime donne ma anche tanti uomini.
Ricchissimo, inoltre, l’apparato documentario: dalle fotografie d’epoca che  ritraggono soggetti diversi, gerarchi, balilla, operai – provenienti in gran parte dalla raccolta fotografica dell’Insmli  e dell’Isec –  ai volantini del Cln e dei Gruppi di difesa della donna che esortano le massaie a organizzarsi per rivendicare l’aumento e la distribuzione dei viveri, ai manifesti di propaganda della Rsi.
Entrando nel merito, la mostra si compone di 11 pannelli, corredati da testo e immagini, che ripercorrono attraverso una cronistoria semplice e sintetica, gli avvenimenti che hanno portato alla nascita del fascismo e del nazismo (2° pannello), alla militarizzazione della società italiana e alla fascistizzazione dei giovani attraverso l’Opera Nazionale Balilla (ONB) e la scuola, strumenti privilegiati per l’organizzazione del consenso. E ancora: all’alleanza Hitler-Mussolini dopo l’aggressione italiana all’Etiopia, con la nascita, nell’ottobre del 1936, dell’Asse Roma-Berlino, che avrà il suo banco di prova nella guerra civile spagnola, all’adozione delle leggi razziali e antisemite fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. E poi la caduta del regime fascista il 25 luglio 1943, sotto il peso delle sconfitte militari, dei bombardamenti alleati, della fame, delle proteste popolari (3° pannello). Il dramma dell’8 settembre 1943, la fuga del re, del Governo e dei vertici militari, lo sbandamento dell’esercito e la cattura e la deportazione di circa 650.000 militari italiani nei lager tedeschi, l’occupazione tedesca e l’inizio della Resistenza, con la costituzione delle prime bande, la nascita del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), dove siedono i rappresentanti dei partiti antifascisti sono le vicende delineate nel 4° pannello.  Dopo l’autunno-inverno del 1943, la Resistenza cresce politicamente e militarmente: a fine gennaio il Cln di Milano assume l’effettiva direzione della lotta armata sotto la denominazione di CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale  Alta Italia); nell’aprile del 1944, dopo la “svolta di Salerno”, si costituisce il primo governo di unità nazionale con i rappresentanti dei partiti del Cln e presieduto da Badoglio, sostituito poi da Bonomi. La nuova unità politica rende necessaria un’unità militare e nel giugno del ’44 si giunge alla creazione del Comando generale del Corpo Volontari della Libertà (CVL) con sede a Milano, volto a istituzionalizzare, coordinare e disciplinare l’insieme delle forze partigiane; il 1° marzo 1944 viene proclamato uno sciopero generale, una prova di forza non ancora riuscita in nessuna parte dell’Europa occupata;  le brigate partigiane, inoltre, tra l’estate e l’autunno del ’44  arrivano a liberare e a controllare numerosi territori (“zone libere”) dove i Cln instaurano giunte di governo. Si intensifica, nel contempo, anche la repressione fascista e nazista: arresti, torture, deportazioni e stragi (pannello 5°). I pannelli 6,7 e 8 si distinguono dagli altri, in quanto rappresentano tre importanti filoni tematici, sempre al centro del dibattito storiografico: i giovani e l’impegno nella Resistenza come esperienza di apprendistato politico e di educazione alla democrazia, un esempio significativo è quello del Fronte della Gioventù e dei fratelli Venegoni; la molteplicità della presenza femminile nella guerra e nella lotta di Liberazione; il ruolo fondamentale degli scioperi operai del 1943 e 1944.  l pannelli 9 e 10 descrivono, infine, le vicende legate all’insurrezione del 25 aprile 1945, il ruolo centrale delle formazioni partigiane e degli operai nella liberazione della città di Milano dai nazifascisti, il processo di ricostruzione politica e sociale nel dopoguerra attraverso l’attività dei Cln, la valenza simbolica del  voto del 2 giugno 1946, che sancisce la vittoria della Repubblica  ed elegge i rappresentanti dell’Assemblea Costituente, votazioni a cui le donne partecipano per la prima volta in qualità sia di elettrici sia di elette. In questo senso, la presenza di donne e uomini nello scrivere la Costituzione repubblicana è stata decisiva per l’avvenire democratico del nostro Paese. Le costituenti si sono fatte garanti di quel concetto di uguaglianza e parità tra uomo e donna che la nostra Costituzione stabilisce fin dai primi articoli.  La nascita di un potere costituente è una delle maggiori novità per la storia del nostro Paese e segna la definitiva affermazione del principio di sovranità popolare. Nelle aule di Montecitorio si sono incontrati momenti diversi della storia d’Italia, erano lì riuniti gli esponenti della vecchia classe liberale, gli antifascisti che avevano conosciuto il carcere, il confino e l’esilio, i dirigenti dei partiti antifascisti e le giovani generazioni che avevano combattuto nella Resistenza, decisi ad affermare una discontinuità rispetto al Ventennio fascista.
Resta, pertanto, ancora valido il monito lanciato da Giovanni Pesce nel 1963: “Dello spirito della Resistenza noi abbiamo oggi il più grande bisogno, perché non possiamo limitarci a ricordare, come un fatto distaccato e lontano, l’inizio della lotta di liberazione. Noi dobbiamo invece insistere sulla necessità di divulgare lo spirito e i valori della Resistenza, poiché la Repubblica dalla Resistenza è nata”.
Struttura della mostra:
1. Anni Neri: nazifascismo in Europa
Cronistoria semplice e sintetica degli avvenimenti che hanno portato all’affermazione del Nazifascismo e delle iniziative autoritarie in Europa.
2. Anni 30-40: l’inizio della seconda guerra mondiale
Gli avvenimenti che hanno scatenato la guerra e la narrazione dell’escalation di violenza che ha portato alle stragi e alle deportazioni.
3. 1943 l’armistizio e l’inizio della lotta per la liberazione
La fuga dei vertici militari, lo sbandamento dell’esercito, l’occupazione tedesca e l’inizio dellla Resistenza.
4. 1944 La Resistenza cresce
L’organizzazione politica, sociale e militare, la lotta armata contro l’oppressione nazifascista e l’affermazionedei principi di libertà e sovranità.
5. I giovani della Resistenza
L’esperienza del microcosmo partigiano come educazione alla democrazia e apprendistato politico.
6. Le forme della Resistenza femminile
I gruppi di difesa della donna e i ruoli fondamentali della figura femminile nella lotta quotidiana per il sostegno ai combattenti e per la conquista della libertà.
7. 1943-1945 Il ruolo degli scioperi operai nella lotta contro la guerra e il nazifascismo
Le rivendicazioni sociali, l’opposizione civile, l’azione militare come tratto distintivo della Resistenza italiana e traino per la liberazione del Paese.
8. Il 25 aprile 1945 La liberazione e la vittoria delle forze partigiane
Il ruolo centrale delle formazioni Partigiane e degli operai nella lotta per la liberazione italiana e l’imposizione della resa ai territori occupati dai nazifascisti.
9. Il ruolo del Cln e la formazione di un governo stabile
Il ripristino strutturale, l’avvio della ripresa produttiva, il processo di ricostruzione istituzionale e l’intenso percorso legislativo verso la formazione della Repubblica.
10. Referendum e Costituzione. La nascita della Prima Repubblica italiana
Il voto del 2 giugno esteso alle donne e la fine della Monarchia, la nuova forma di stato voluta dagli italiani e l’affermazione della sovranità popolare attraverso la nascita di un potere costituente.
11. La Resistenza Brianzola. Le azioni dei partigiani di Monza Brianza
Dall’8 settembre 1943 al 27 aprile 1945. I sabotaggi, gli attacchi e i rastrellamenti; l’organizzazione degli schieramenti per la liberazione e l’esecuzione di Roberto Farinacci.