Ferruccio Parri

Piemontese, eroe di guerra con tre medaglie al valore nel primo conflitto mondiale, antifascista di tendenza liberal-democratica, Ferruccio Parri diventa noto ai più per aver aiutato la fuga di Filippo Turati in Francia, finendo per questo in carcere e al confino. Sono gli anni in cui conosce Carlo Rosselli, la cui influenza lo porta vicino al socialismo liberale e in seguito al movimento Giustizia e Libertà. Con l’inizio della Resistenza armata, dopo l’8 settembre 1943, Parri rispolvera il coraggio dimostrato in guerra e diventa un capo partigiano, noto come Maurizio (dal nome di un monte dove andava da bambino). Esponente del Partito d’Azione, punto di riferimento dei partigiani di Giustizia e Libertà, Parri diventa un importante collegamento con le forze anglo-americane. 
Fa parte del Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia (CLNAI) ed è vice-comandante dei Volontari per la libertà, il comando militare della Resistenza. Nel 1945 Parri è nominato Presidente del Consiglio di un governo di unità nazionale. Nel 1946 viene eletto alla Costituente e poi diventa senatore come esponente della sinistra indipendente. Nominato senatore a vita, scrive molti saggi per far conoscere i valori della Resistenza ed è, fino alla sua morte, nel 1981, presidente della FIAP.