Arfè Gaetano

Gaetano Arfè

(da “Storia dell’Avanti! a cura di Franca Assante, Giannini Editore 2002)

Nato a Somma Vesuviana il 12 novembre 1925, morto a Napoli 13.9.2007.

Laureato in Lettere e in filosofia presso l’Università di Napoli, ha frequentato quale borsista l’Istituto Italiano per gli Studi storici, presieduto da Benedetto Croce e diretto da Federico Chabod.

Funzionario degli Archivi di Stato nelle sedi di Genova, Napoli dove si è diplomato in Paleografia e diplomatica e ha collaborato alla ricostruzione dei registri della Cancelleria angioina distrutti da soldati tedeschi, e poi per lungo tempo di Firenze.

In seguito a concorso è comandato presso la Scuola storica annessa all’Istituto di Storia moderna e contemporanea di Roma, dove cura la pubblicazione di alcuni volumi del carteggio di Bettino Ricasoli e una raccolta di documenti sulla guerra di secessione americana, preceduti da un saggio introduttivo.
Conseguita la libera docenza in Storia contemporanea, ottiene l’incarico di tale disciplina presso le Università di Bari e poi di Salerno. Vinta la cattedra nel 1972 è chiamato dalla Facoltà di Scienze politiche «Cesare Alfieri» di

Firenze, dove insegna Storia del Risorgimento e poi Storia dei partiti e dei movimenti politici. Nel 1995 ritornato a Napoli, ricopre la cattedra di Storia contemporanea, presso la Facoltà di Scienze politiche.

I suoi studi hanno a temi la Storia del Risorgimento, del socialismo italiano ed europeo, della Resistenza e del federalismo europeo.
Rilevante è stato il suo impegno politico. Nel 1942 entra a Napoli in un gruppo clandestino di «Italia Libera», emanazione del partito d’azione; partecipa poi alla resistenza nelle formazioni partigiane «Giustizia e Libertà», operanti nell’Alta Valtellina.

Iscritto al partito socialista nel 1945, segue Saragat nella scissione di Palazzo Barberini, per rientrare un anno dopo nel partito socialista italiano. Nel Congresso di Venezia del 1957, che sancisce la svolta autonomistica promossa da Pietro Nenni, sull’onda della popolarità procuratagli dalla «Storia dell’Avanti!», entra a far parte del gruppo dirigente nazionale del partito. Nel 1959 è nominato condirettore, con Francesco De Martino e Antonio Giolitti, della rivista «Mondo Operaio». Nel 1966, con la unificazione socialista, è condirettore e poi direttore del quotidiano socialista l’Avanti!, incarico tenuto fino al 1976, quando diviene responsabile della Commissione Esteri. Fa da relatore di maggioranza alla legge sui «provvedimenti urgenti» per l’Università.
Deputato del collegio dell’Emilia Nord nel 1976 rappresenta il Partito socialista per la revisione del Concordato. Eletto nel 1979 al Parlamento europeo è promotore e relatore in aula sulla Carta dei diritti delle minoranze etniche e linguistiche dell’Europa comunitaria e relatore su un progetto di programma per una politica televisiva europea. Collabora in quella sede con Altiero Spinelli e Mauro Ferri per l’approvazione del progetto di trattato per l’unione politica d’Europa.
Nel 1994 abbandona il Partito socialista e nel 1997 è eletto senatore nel collegio di Rimini per la Sinistra Indipendente, la formazione politica fondata da Ferruccio Parri e della quale ha fatto parte anche Spinelli.
È stato membro della presidenza onoraria dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e della presidenza della Federazione Italiana Associazioni Partigiane. È stato inoltre presidente dell’ESSMOI (Ente per la storia del socialismo e del movimento operaio italiano) - Fondazione Giuseppe Emanuele e Vera Modigliani - e membro del comitato scientifico della Fondazione di studi storici Filippo Turati, alla quale ha donato la sua biblioteca, trasferita presso la Facoltà di Scienze politiche di Napoli in seguito a convenzione con l’Università «Federico ll».
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