Ventre Luigi

Luigi Ventre (Cuneo 1906-Torino 2003)

Luigi Ventre nasce a Cuneo il 15 dicembre 1906.
Già durante il regime fascista,  Luigi  si unisce al gruppo di democratici cuneesi raccolto attorno a Duccio Galimberti e dopo l’8 settembre prenderà parte attiva alla lotta partigiana. “Gigi” è uno  dei  principali artefici dei patti militari di Saretto, un accordo  siglato dai partigiani italiani con la Resistenza francese che avrebbe poi consentito ad Alcide De Gasperi di ottenere sanzioni meno dure nel trattato di pace con la Francia.
Con lo scoppio del secondo conflitto mondiale, Luigi deve lasciare il suo lavoro d'impiegato, per essere arruolato come sottotenente degli Alpini. L’armistizio lo coglie mentre si trova in forza al Battaglione Borgo San Dalmazzo,  e tre giorni dopo, con altri undici compagni, costituisce in Valle Grana quella che, nell'inverno 1943-44, sarebbe diventata la banda "Italia Libera", con base nella frazione Margherita di Dronero.
Nella tarda primavera del 1944 “Gigi” dopo essere stato ferito durante un attacco al presidio fascista di Dronero,  assume il comando della Brigata "Bianchi di Roascio", inquadrata nella II Divisione Alpina "Giustizia e Libertà" del Cuneese, di cui diverrà poi comandante, incarico che manterrà fino alla liberazione. Proprio, in questo periodo Gigi stringe i contatti con i Comandi del "maquis" francese dei settori della Provenza. Un primo incontro si tiene il 12 maggio 1944 al bivacco del Colle Sautron, a 2690 m di altitudine, per iniziativa della brigata “Giustizia e Libertà”  della Valle Maira. All’incontro sono presenti, oltre a Ventre,  Detto Dalmastro, Costanzo Picco e Giorgio Bocca, e da parte francese Jacques Lecuyer.  Un secondo accordo viene stipulato il 20 maggio a Barcenolette, presenti Duccio Galimberti,  Dalmastro e  Bocca, in cui si decide di intensificare i collegamenti  tra le formazioni partigiane dei due versanti del confine. Si giunge così  all’incontro del 30-31 maggio  pe sancire gli accordi anche sul lato italiano, nella borgata di Saretto, con la partecipazione di Luigi, di Dante Livio Bianco ed Ezio Aceto, mentre da parte francese del comandante Max Juvenal  e del suo vice Maurice Plantier. Gli accordi di Saretto hanno una valenza politica e simbolica fortissima, esprimono  la volontà di cooperare insieme per la sconfitta del nazifascismo e per la costruzione di una nuova Europa democratica. 
Luigi verrà insignito nel dopoguerra della medaglia d’argento al valor militare. Si spegne a Torino nel 2003.

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