A dieci anni dalla battaglia di Unità Popolare





QUADERNI
della
F.I.A.P.

n.4

Leopoldo Piccardi

A dieci anni dalla battaglia di Unità Popolare
© I Quaderni della FIAP 
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Quaderni della FIAP, n.4,
A dieci anni dalla battaglia di Unità Popolare

Leopoldo Piccardi



A dieci anni dalla nascita del Movimento di «Unità Popolare», gli amici della FIAP bolognese che vi avevano militato in gran numero, vollero ricordarne la vicenda e l’esperienza con una manifestazione tenuta nella sala Bossi il 9 giugno 1963.

Leopoldo Piccardi che fu tra i dirigenti di prima fila del piccolo e battagliero «partito» politico, rievoca gli anni del centrismo e la temperie del momento quando, nel clima di piena guerra fredda, fu tentato di far approvare una legge maggioritaria che, non a torto, fu definita «legge truffa». All’appello di Ferruccio Parri, di Piero Calamandrei, di Arturo C. Jemolo e di tanti altri esponenti della Resistenza risposero gli uomini della migliore cultura italiana e di altra estrazione sociale per combatterla. Quel Movimento (lo si giudichi come si vuole) contribuì a sconfiggere il disegno autoritario della Democrazia Cristiana e a creare, tra l’altro, «lo spirito di Unità Popolare» come afferma giustamente Piccardi. Infatti esso «ci aiuta a non perdere il senso del limite, al quale si deve arrestare il sacrificio da parte di ciascuno, individuo o partito, delle proprie opinioni, delle proprie idee, delle proprie posizioni. Ci sono momenti difficili nella vita di un paese, in cui i sacrifici possono essere doverosi: ma oltre un certo limite si cade in quella moralità del meno peggio, che può consigliare le peggiori abdicazioni. Noi pensiamo di essere di qualche utilità ai nostri simili, soltanto quando portiamo il contributo delle nostre convinzioni e della nostra fede; il giorno che questo bagaglio l’abbiamo lasciato sulla porta, non siamo più niente». Ed ha lasciato «quel senso di compiacimento che si prova quando si è convinti di aver fatto qualcosa di degno».

Stimiamo utile la pubblicazione di questo fascicolo perché la lettura di esso può offrire più d’un motivo di riflessione intorno a quell’avvenimento. Soprattutto ora, nel momento politico italiano e non solo italiano, non completamente idilliaci, in cui c’é tanto bisogno di chiarezza, tolleranza e molta pulizia morale.

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