Amos Messori

Nome di Battaglia D'Artagnan. Partigiano della VII divisione Giustizia e Libertà di Ivrea. 
Nato il 6 febbraio del 1922 a Correggio (Reggio Emilia), terminati gli studi si trasferisce nell'Agro Pontino e qui partecipa a un corso per allievi sottufficiali dell'Aereonautica. 
Nel giugno 1941, con la qualifica di operatore di bordo, viene assegnato all'aereoporto di Centocelle come addetto al trasporto di truppa e materiali nell'area del Mediterraneo. A novembre 1942 il suo aereo viene colpito da un caccia inglese e precipita in mare. Messori riesce a salvarsi e, insieme ad altri commilitoni, viene trasferito prima a Torino e poi a Ivrea. Qui conosce Lilia Moia, impiegata alla Olivetti e anche lei impegnata nella lotta di Liberazione come staffetta. Da quel momento i due, che poi si sposeranno e avranno due figlie, restano sempre assieme.
Dopo l'8 settembre 1943 Messori si unisce a un gruppo di partigiani che operano in Valsoana e, a novembre, conosce Mario Pelizzari (Almiro), comandante del battaglione Fratelli Rosselli di Giustizia e Libertà, al cui fianco combatterà per tutti i venti mesi della resistenza, con il nome di battaglia di D'Artagnan (per via dei capelli lunghi come lo spadaccino  di Dumas).
La notte del 23 dicembre 1944, assieme ad Almiro e ad altri 11 compagni, Messori compie quello che Calamandrei definì “un eroismo di ingegneria partigiana… un capolavoro di calcolato eroismo” e che viene ricordato come "il più eroico atto di sabotaggio della guerra di Liberazione": la distruzione del ponte ferroviario sulla Dora Baltea a Ivrea. 
Questa la breve sintesi dell'episodio: La brigata aveva preso contatto con la Missione Alleata. Alimiro aveva incontrato gli ufficiali inglesi MacDonald, Amoore e il capitano Eugenio Bonvicini (detto il Carmagnola). Gli inglesi erano determinati a bombardare il ponte ferroviario e la città di Ivrea per interrompere le forniture belliche dirette in Germania. Ciò avrebbe comportato una strage dei civili. Fu Pelizzari a proporre un piano alternativo che gli Alleati considerano impossibile: il sabotaggio del ponte sulla Dora.
Gli 11 agirono la notte di Natale, con la città blindata da posti di blocco tedeschi e fascisti. Cinque uomini si disposero all’imbocco della galleria dalla parte di Montalto Dora: Gino Barbieri(Gim), Franc, Carlo, Lapis e Armando Stratta. Sotto il cavalcavia stradale, vicino alla Villa Demaria, la sede del comando tedesco restarono Nuccio e Pettirosso. Sparito e Fulmine vigilavano sulla ferrovia. Alimiro e D’Artagnan andarono sul ponte a mettere le cariche del plastico.
La carica esplose dopo 30 minuti, facendo saltare il ponte e bloccando il bombardamento. 

Su Amos Messori si veda Simonetta Valenti, Il ragazzo che sognava di volare. Dalle memorie di Amos Messori, partigiano "D'Artagnan", Torino, 2010, edizioni Archimpiazza.