Gisella Floreanini 
(Milano 1906-1993)

Gisella Floreanini nasce a Milano nel 1906 e  durante i suoi studi in conservatorio si avvicina ad ambienti antifascisti. Dopo il delitto Matteotti decide di passare all'azione e per anni si muove attraverso il confine con la Svizzera per portare in Italia materiali e documenti clandestini. Aderisce a Giustizia e libertà e poi al partito socialista; è nota con i nomi di battaglia di "falciatrice", poi “Armida Valli” e  “Edvige”. Nel 1936 dà vita con Vittorio Della Porta (cui si lega per alcuni anni) e Raffaele De Grada al Gruppo Erba, tentativo di antifascismo unitario tra socialisti, comunisti e democratici. Ricercata dalla polizia fascista deve riparare a Lugano, lasciando la figlia Valeria. 
In Svizzera continua la sua attività antifascista, si iscrive al partito comunista e finisce in carcere per alcuni mesi, unendosi, dopo l'8 settembre 43, ai partigiani della Valdossola. Nel Governo della Repubblica partigiana assume l'incarico di ministro dell'assistenza,  la prima donna in Italia ad avere un ruolo esecutivo di governo. 
Caduta la Repubblica è l'unico esponente del governo provvisorio a non ritirarsi in Svizzera, compiendo con altri partigiani una lunga marcia di 22 giorni sulla neve per raggiungere le brigate della Valsesia e continuare a combattere. Nominata a capo del CLN provinciale di Novara, tratta la resa dei tedeschi e accorre poi a Milano per partecipare assieme alla figlia alla manifestazione del 6 maggio 1945. 
Chiamata nella Consulta nazionale voluta dal governo Parri per sostituire il Parlamento fino alle libere elezioni, è poi deputata per più legislature, fino a che decide di dedicarsi al governo locale, a Novara, a Domodossola e a Milano, dove è consigliera comunale dal 1963 al 68. 
Il suo impegno è sempre rivolto alle donne, attiva nell'UDI, l'Unione Donne Italiane. Si spegne nel 1993 e sceglie di riposare nel cimitero di Domodossola, in omaggio alla Repubblica dei 40 giorni.