RICORDO DI ALIMIRO, PARTIGIANO SABOTATORE
di Amos MESSORI
lettera ai compagni - Mensile della FIAP – Luglio-Agosto 2004 - Anno XXXVI, N. 4 - pp. 19-20

In questa circostanza, ci è gradito ricordare Alimiro; antifascista da sempre, di fede Mazziniana; incomincia la sua attività clandestina, già dal 25 luglio 1943 quando cade il governo fascista di Mussolini. Ad Ivrea trova come interlocutori, nel ristretto ambiente di “Giustizia e Libertà”: l’ing. Tancredi Aluffi, Aldo Guerraz, Riccardo Levi, Alimiro sceglie come metodo di lotta, l’arte dei Sabotaggi.
Ci ricordava sempre: “gli atti di sabotaggio, se concepiti ed eseguiti bene, potevano influenzare grandemente sulle sorti della guerra, e risparmiare bombardamenti aerei così crudeli. Fin dall’inizio badammo più alla qualità degli affiliati, che al numero. Gli uomini vanno educati! Questo fu il primo lavoro fatto nella nostra piccola formazione. Da ciò, nacque il vero spirito rivoluzionario del gruppo, tutto ansioso di lotta”.
Non è mia intenzione parlare del personaggio Alimiro, troppo complesso, perché io sia in grado di farlo.
Sono qui, invece, per testimoniare i fatti concreti, che seguirono prima, per conoscere, come abbiamo potuto arrivare all’azione spericolata del 24 Dicembre 1944; che è bene rappresentata da questo Pannello commemorativo.
La Cogne di Aosta produceva per la Germania: siluri, bombe anticarro, canne da cannone, ed altro materiale bellico, per un quantitativo di circa 1.300 q.li giornalieri.- È questa produzione che dobbiamo riuscire a disturbare con azioni di sabotaggio.
Descrivo i tre eseguiti:
1° SABOTAGGIO - FINE GIUGNO
La nostra formazione G.L. di Champorché ci procura circa 20 Kg. di plastico, piccola quantità, ma sufficiente per danneggiare la struttura portante del ponte ferroviario, in modo da bloccare il trasporto. - Con il prezioso carico partiamo in 9 da Casa Lapis, via S. Pietro Martire. Quattro partigiani armati, restano all’uscita della galleria (lato Montalto) - altri 5 si inoltrano dentro, naturalmente a piedi (nel buio), per raggiungere il ponte. Il plastico viene posto sui longaroni di base, Alimiro collega il tutto con una matita a tempo - A missione compiuta, ritorniamo alla base -. Soddisfatti per l’esito ottenuto, malgrado la sorveglianza dei militari ai posti di blocco.- Il transito dei treni cessò, e la Cogne fu obbligata a fermare alcuni forni, con gravi danni alla produzione bellica. Alimiro indirizzò lettere nominative ai Dirigenti della Cogne e una lettera aperta agli operai, minacciandoli di morte se avessero deciso di riparare i danni. Le lettere raggiunsero lo scopo: i Dirigenti rifiutarono e gli operai fecero altrettanto; passarono altre due settimane.
Venne invece la ditta Savigliano che invia alcuni specialisti per riattivare il trasporto ferroviario Ivrea-Aosta.
2° SABOTAGGIO - 14 AGOSTO
Alimiro si rivolge alla 76ª Brigata Garibaldi per ottenere del plastico 20 Kg. + 40 già in nostre mani e, chiese la loro collaborazione, subito accordata . Protetti da 12 partigiani della stessa Brigata; con i nostri compagni guastatori raggiungiamo il ponte di Quincinetto (fortunatamente non era sorvegliato, partecipa anche il Cap. Bell).- L’operazione dura ben tre ore, il ponte si spezza in più punti. Il servizio ferroviario però continua ma con enorme difficoltà per i relativi trasbordi: tra le stazioni di Pont St. Martin - Quincinetto e Mantalto Dora.
Arriviamo al 15 Dicembre 1944, la linea Ferroviaria è di nuovo efficiente, i tedeschi inviano ad Aosta lunghi treni merce vuoti e là caricano materiale bellico, e ridicendono la Valle indisturbati.
Tutti i ponti ferroviari sono sorvegliati.
La Missione Alleata “Cherokee” composta dal maggiore Alastaire McDonald, dal Capitano Jim Bell e dal tenente Pat Amoore (posta nel Biellese) è molto preoccupata, ritiene inevitabile bombardare i ponti, particolarmente quello di Ivrea in quanto richiederebbe maggior tempo per rimetterlo in sesto.
Il 20 dicembre Alimiro raggiunge la Missione, richiede l’esplosivo necessario e si assume la responsabilità di distruggere il ponte, con i suoi sabotatori.
La richiesta appare troppo pericolosa, impensabile, ma Alimiro insiste ed illustra nei particolari il suo progetto; - vuole evitare il bombardamento aereo in quanto la città di Ivrea avrebbe avuto sicuramente vittime e distruzioni enormi.
Dopo tante insistenze McDonald accetta, (il Cap. Bell) ritiene la missione troppo pericolosa rinuncia di prendere parte.
3° SABOTAGGIO - 24 DICEMBRE 1944
Alimiro avuto il plastico e con l’aiuto di una cartolina, raffigurante il ponte, disegna una sezione, studia i particolari, per la preparazione dell’esplosivo, da adattare ai tralicci e alle putrelle della struttura metallica.
Partiamo dalla nostra sede con tutto il materiale già predisposto in ordine di montaggio.
Disponiamo 5 partigiani all’uscita della galleria (Gim, Franco, Carlo, Lapis e Oreste).
Per evitare i posti di blocco, con gli altri 8 proseguono la strada per St. Antonio, attraversano la statale verso la Casa di Cura, svoltano a sinistra fino al Ghiaio, a pochi passi dal ponte Vecchio, via Gozzano, Piazza Lamarmora e poi sotto villa Demaria, arriviamo alla ferrovia. Il comando del gruppo viene affidato a Noto: Dispone: (Nuccio e Pettirosso) sotto la Villa Demaria - dove c’è il Comando Tedesco.
(Sparito e Fulmine) davanti la Caserma Valcalcino.
(Saetta e Noto ) all’imbocco del ponte sulle rotaie.
(Alimiro e D’Artagnan ) disarmati vestiti in nero sul Ponte ff pronti per la sistemazione del plastico.
Il lavoro dura due ore, e dopo mezzora lo scoppio! L’operazione è riuscita.
Voglio precisare che in questo punto c’era una pattuglia di repubblichini armati, e un civile precettato per fare la guardia con lo scopo di scoraggiare eventuali attacchi da parte dei partigiani.
Di fronte, la Caserma Valcalcino (sede della X Mas) a destra, Villa Demaria (sede del Comando Tedesco).
Eravamo completamente circondati.- È stata veramente una azione rischiosa quella che siamo riusciti a portare a buon fine. Grazie!!