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CON GLI OCCHI DI ANNA. Il podcast di Sara Poma

Ci sono vite che sembrano contenerne cento.
Anna Kuliscioff è una di quelle.
Rivoluzionaria in Russia, filosofa a Zurigo, medica a Milano, fondatrice del Partito Socialista Italiano, femminista e “dottora dei poveri”.
È difficile persino raccontarla tutta: ha vissuto cento vite, in mille luoghi, pensato e fatto cose che sembrano impossibili. Credeva nel socialismo come cura, nel femminismo come rivoluzione, e nell’emancipazione attraverso il lavoro come unica via per liberare davvero le donne.
Nel 1890, in un’epoca in cui le donne non avevano diritto di parola, Anna salì sul palco del Circolo Filologico milanese e pronunciò un discorso che ancora oggi vibra di verità:
“Tutti gli uomini, salvo poche eccezioni, e di qualunque classe sociale, considerano come un fenomeno naturale il loro privilegio di sesso e lo difendono con una tenacia meravigliosa, chiamando in aiuto Dio, chiesa, scienza, etica e leggi vigenti, che non sono altro che la sanzione legale della prepotenza di una classe e di un sesso dominante.”
E quando un uomo del pubblico chiese chi fosse quella signora che parlava con tanta passione, Turati — il suo compagno — rispose: “È la signora di Turati”.
Anna si voltò e disse: “Io non sono la signora di nessuno. Io sono Anna Kuliscioff.”
Nel centenario della sua morte, Fondazione Aldo Aniasi ha dato avvio a un progetto di diffusione del suo pensiero e del suo “sguardo”. Un progetto che prevede incontri, momenti di attualizzazione e soprattutto un podcast, scritto da Sara Poma e affidato a Chora Media.
Il progetto ha ottenuto il sostegno e la partnership di Fondazione Anna Kuliscioff, Fondazione Feltrinelli, Camera del Lavoro di Milano ed è stato avviato grazie a un contributo di Fondazione Cariplo.
Chiunque può aiutarci in questo percorso, che continuerà nel 2026, nell’ottantesimo del voto alle donne, perchè vogliamo che sia un progetto collettivo, sostenuto da chi crede che la memoria serva a costruire il futuro. Aderisci e diffondi il crowdfunding legato al progetto https://gofund.me/d58a90718

Il percorso è stato presentato il 27 novembre 2025, alle ore 18.30, presso la sede del Circolo di via De Amicis 17 alla presenza della scrittrice Bianca Pitzorno, che ha accompagnato con il suo racconto le tappe della vita di Anna Kuliscioff.
Hanno preso parte alla presentazione Marina Cattaneo di Fondazione Anna Kuliscioff, Luigi Vergallo di Fondazione Feltrinelli, Debora Migliucci di Camera del Lavoro di Milano, Fiorella Imprenti per Fondazione Aldo Aniasi e Sara Poma di Chora Media.

un progetto di Fondazione Aldo Aniasi

in collaborazione con

  • Fondazione Anna Kuliscioff
  • Cgil Milano
  • Fondazione Feltrinelli

con il contributo di  Fondazione Cariplo



CON GLI OCCHI AI ANNA - TRAILER

Descrizione dell'episodio

Nel cuore di Milano una targa segna la scomparsa di una casa dove, quasi un secolo fa, viveva Anna Kuliscioff. In quelle stanze incontrava politici, intellettuali e persone comuni, ascoltandone condizioni e bisogni. Pur venendo dalla borghesia russa, si è dedicata fin da giovane ai diritti di tutti, superando confini di classe. Ha vissuto molte vite — medica, attivista, militante socialista — attraversando cambiamenti epocali con una lucidità che anticipava i tempi. Il podcast ricostruisce il suo percorso e l’eredità delle sue battaglie.

Ep.1 - La casa che non c'è più

Descrizione dell'episodio

Prima di diventare una figura centrale del socialismo italiano, Anna Kuliscioff è una giovane donna che sceglie di partire dal suo Paese, la Russia, e rinnegare le sue origini borghesi. Le esperienze nei movimenti radicali europei, l’incontro con idee nuove, il peso delle prime scelte politiche e personali: tutto contribuisce a formare una sensibilità che mette al centro diritti, lavoro ed emancipazione. Insieme a Nicola Del Corno e Fiorenza Taricone, partiamo da questo momento decisivo della sua vita, quando si definisce il pensiero che la renderà una voce unica nel dibattito pubblico dell’epoca e, sorprendentemente, attuale ancora oggi.

Ep.2 - Le parole giuste

Descrizione dell'episodio

Tra Russia, Svizzera e Italia, tra esilio e città brulicanti, Anna Kuliscioff studia, legge e dà forma al suo pensiero. Il legame con il socialista Andrea Costa influenza molto questo periodo della sua vita, come anche la maternità. Poi Milano diventa il teatro delle sue battaglie: negli ambulatori clandestini, tra le strade polverose delle periferie, nelle assemblee e manifestazioni, lotta per i diritti delle donne e per la giustizia sociale. Il suo pensiero, acceso e visionario, si fa parola e azione. Ad accompagnarci in questa stagione decisiva della sua vita sono Marina Cattaneo, Fiorenza Taricone e Giorgio Cosmacini.

Ep.3 - Salotto e Vicoli

Descrizione dell'episodio

Seduta sul suo divano verde di velluto, nel salotto che si affaccia sul Duomo, Anna Kuliscioff accoglie chiunque varchi la soglia: donne operaie, sartine, lavoratrici invisibili, offrendo ascolto, cura e conforto. Tra una visita e l’altra, coordina insieme a Filippo Turati la rivista Critica Sociale, mentre osserva attentamente le agitazioni operaie che animano Milano. Come medica, affiancata da levatrici come Carmen, si spinge negli appartamenti dei più poveri, dove le cure diventano anche ascolto e sostegno morale, trasformando ogni gesto professionale in un atto concreto di giustizia sociale e solidarietà. Lo raccontiamo insieme a Lia Quartapelle, Giorgio Cosmacini e Fiorella Imprenti.

Ep.4 - Non abbiamo sofferto abbastanza

Descrizione dell'episodio

Nel raccontare l’ultimo periodo della vita di Anna Kuliscioff, è impossibile ignorare lo spettro della prima guerra mondiale e del fascismo che aleggia su quegli anni. Antonio Scurati, autore della celebre saga “M.”, ci aiuta a raccontare quegli anni e come Mussolini si rivela nella sua vera natura, aggressiva e manipolatoria. Anna Kuliscioff, allora, comincia a capire l’inganno in cui socialisti e compagni erano caduti. Dieci anni dopo il loro primo incontro, ormai anziana, Anna Kuliscioff osserva dalla finestra il passaggio delle camicie nere in Piazza Duomo e scrive a Turati, preoccupata per le sorti del Paese. La sua vita si conclude nel 1925, poco dopo l’omicidio Matteotti, ma la sua eredità vive ancora oggi. In questa puntata lo raccontiamo con Marina Cattaneo e Lia Quartapelle.

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