10 luglio: Inizia l'Operazione
Husky: gli Alleati anglo-americani sbarcano sulle coste
meridionali della Sicilia, tra Licata e Siracusa. Il controllo
dell'isola viene concluso entro il 17 agosto.
19 luglio: Bombardamento
del quartiere di San Lorenzo a Roma da parte degli Alleati.
24 luglio: Nella notte al
Gran Consiglio del fascismo viene votato l’Ordine
del Giorno presentato da Dino Grandi: Mussolini deve rimettere
al re il comando delle forze armate.
25 luglio: Vittorio Emanuele
III destituisce Mussolini e lo fa arrestare. Il maresciallo
Pietro Badoglio, nominato capo del Governo, forma un governo
di "tecnici" senza rappresentanti dell'opposizione
antifascista. Comincia così il cosiddetto "Governo
dei Quarantacinque giorni". Le manifestazioni antifasciste
nel paese vengono represse: il bilancio parla di 83 morti
e 516 feriti. Si avviano trattative segrete con gli Alleati
(Lisbona, 3 agosto).
29 luglio: Viene sciolto
il PNF e abolito il Tribunale Speciale. A Roma si costituisce
in clandestinità il Comitato di Liberazione Nazionale
(CLN) formato dai rappresentanti dei partiti antifascisti
(Democrazia Cristiana, Partito Comunista, Partito d'Azione,
Partito Liberale, Partito Socialista e Democrazia del Lavoro)
sotto la presidenza di Ivanoe Bonomi.
La Wehrmacht rafforza le sue truppe in Italia.
Settembre: Il comando militare
del PCI costituisce i Gruppi d’Azione Partigiana (GAP)
per organizzare la guerriglia urbana, attentati e sabotaggi.
3 settembre: Il generale
Bernard Montgomery, alla guida dell’VIII Armata GB,
sbarca in Calabria. Il generale Giuseppe Castellano firma
l’armistizio con gli Alleati a Cassibile in Sicilia.
Il cosiddetto "Corto Armistizio" prevede le sole
clausole militari della resa italiana.
8 settembre: Badoglio annuncia
alla radio l’armistizio con Gran Bretagna e USA. L’esercito,
colto impreparato, è allo sbando, i tedeschi nei
giorni successivi, nel quadro dell’Operazione Alarico,
catturano e disarmano 600.000 soldati italiani, che in gran
parte verranno inviati nei campi di concentramento in Germania.
9 settembre: Sbarco Alleato
a Salerno e Taranto. Vittorio Emanuele III e Badoglio lasciano
Roma per rifugiarsi a Brindisi, proclamata nuova sede del
governo. Le armate cominciano a risalire la penisola, gli
statunitensi sul versante tirrenico e i britannici su quello
adriatico.
9-10 settembre: A Roma, soldati
e cittadini italiani tentano inutilmente di liberare la
città delle truppe tedesche. Dopo la battaglia di
Porta San Paolo viene firmata la resa. Roma è proclamata
"città aperta".
12 settembre: Le SS liberano
Mussolini dalla prigione di Campo Imperatore (Gran Sasso)
e lo conducono in Germania.
15 settembre: Mussolini fonda
il Partito Fascista Repubblicano (PFR), guidato da Alessandro
Pavolini.
16-17 settembre: le avanguardie
statunitensi e britanniche si ricongiungono nei pressi di
Vallo di Lucania, 60 Km a sud di Salerno. L' Italia meridionale
è quasi totalmente nelle mani degli Alleati.
18 settembre: I tedeschi
evacuano la Sardegna.
22 settembre: La Divisione
dell’esercito italiano "Acqui" di stanza
a Cefalonia, che da otto giorni combatte contro i tedeschi,
accetta la resa e viene in gran parte massacrata (più
di 5.000 tra soldati ed ufficiali vengono trucidati).
23 settembre: Mussolini rientra
in Italia e e assume le funzioni di Capo dello Stato della
Repubblica Sociale Italiana (RSI). Sede del nuovo governo
fascista è Salò.
27 settembre: I britannici
entrano a Foggia.
27-30 settembre: Le "Quattro
giornate di Napoli". Nella notte fra il 27 e il 28,
la popolazione si rifornisce di armi e la mattina successiva
inizia la battaglia nelle vie cittadine, particolarmente
dura nel quartiere Vomero. I tedeschi inviano in città
i carri armati e i reparti attestati sulle colline circostanti
che però vengono bloccati dagli insorti a Capodimonte
ed a Capodichino. Il 29 la rivolta divampa in tutta Napoli
e gli scontri si fanno sempre più duri ed intensi.
Il 30 il comandante tedesco W. Scholl abbandona Napoli,
mentre le sue truppe lasciano definitivamente la città
nella nottata. Il 1 ottobre, pur con qualche resistenza
di qualche piccolo nucleo di fascisti, le truppe americane
entrano a Napoli già liberata.
29 settembre: Viene firmato
a Malta il "Lungo Armistizio" con gli Alleati,
che in 44 articoli fissa le condizioni della resa italiana,
in particolare per l'epurazione degli elementi fascisti
e delle istituzioni, e il controllo della stampa da parte
alleata.
Ottobre: La "forza armata"
della Repubblica Sociale si organizza: Rodolfo Graziani,
nominato ministro della Difesa, organizza l’esercito
della RSI; Renato Ricci dà vita alla Guardia Nazionale
Repubblicana (GNR), che dal marzo 1945 verrà incorporata
nell’esercito repubblicano; Junio Valerio Borghese
costituisce la formazione autonoma X MAS. Nell’Italia
meridionale l’esercito tedesco, si attesta lungo l’asse
dei fiumi Garigliano sul Tirreno e Sangro sull’Adriatico,
la cosiddetta "Linea Gustav".
12 ottobre: L’Italia
dichiara guerra alla Germania.
16 ottobre: A Roma, mentre
i tedeschi rastrellano e deportano in Germania 1023 abitanti
del ghetto ebraico, il CLN si riunisce clandestinamente
e, dopo essersi rifiutato di appoggiare il governo Badoglio,
approva un ordine del giorno che chiede un governo espressione
delle forze popolari.
6 novembre: Gli Alleati si
attestano sulla "Linea Bernhardt" che correva
da Venafro (IS) fino al Tirreno.
28 novembre: i Britannici
lanciano una violenta offensiva sul fronte del Sangro e
nel gennaio 1944 giunge fino ad Ortona.
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gennaio: A rinforzo dello schieramento alleato
in Italia arrivano il Corpo di spedizione francese del generale
A. Juin, e il II Corpo d’Armata polacco del generale
W. Anders, per un totale di otto nuove divisioni. In Italia
i tedeschi continuano a resistere sulla "Linea Gustav",
nonostante i pesanti bombardamenti alleati che distruggeranno,
pressoché interamente, l’antica abbazia benedettina
di Montecassino e gran parte della città di Cassino,
causando la morte di molti civili.
8 - 10 gennaio: processo di Verona contro
i gerarchi del PNF che avevano votato la destituzione di
Mussolini nella famosa seduta del Gran consiglio del 25
luglio, Ciano, De Bono e altri vengono condannati a morte
e giustiziati l’11 gennaio.
22 gennaio: la VI Armata USA comandata
dal generale Lucas, sbarca ad Anzio (Operazione Shingle),
alle spalle del fronte tedesco, ma lo sbarco non ebbe un
esito positivo dal punto di vista strategico e la pronta
reazione della XIV Armata tedesca del generale von Mackensen
inchioda per mesi i 50.000 marines.
28 - 29 gennaio: Congresso dei partiti
antifascisti a Bari, che si pronuncia a favore dell’immediata
abdicazione del re e della convocazione di un’assemblea
costituente alla fine della guerra.
18 febbraio: Nella RSI viene emanato il
"bando Graziani" che punisce con la pena di morte
i renitenti alla leva.
marzo: URSS, GB, USA riconoscono il governo
Badoglio.
1-9 marzo: le forze antifasciste aderenti
al CLN (in particolare il Partito Comunista) proclamano
ed attuano lo sciopero generale, che ha successo in tutto
il nord Italia, specialmente nelle città del triangolo
industriale (MI-TO-GE), fu l’unico grande sciopero
dell’industria nell’Europa occupata dai nazisti.
La reazione dei tedeschi e della polizia fascista fu durissima
e centinaia di operai furono deportati in Germania.
13 marzo: "Svolta di Salerno";
Togliatti, appena rientrato dall’URSS, propone la
formazione di un governo d’unità nazionale.
23 marzo: in Via Rasella i GAP romani
attaccano un’intera compagnia del battaglione "Bozen",
causando la morte di 32 militari (un altro morirà
in seguito alle ferite riportate). Il tenente colonnello
Kappler esegue l’immediata rappresaglia su ordine
diretto di Hitler: 335 cittadini (antifascisti, ebrei e
cittadini comuni) vengono uccisi con un colpo alla nuca
presso le cave di arena della Via Ardeatina (Fosse Ardeatine).
21 aprile: si forma il "governo dei
sei partiti" (partito democristiano, partito socialista,
partito comunista, partito d’azione, partito liberale,
partito democratico del lavoro) presieduto da Badoglio,
il primo gabinetto politico nato dopo la caduta del fascismo.
11 maggio: il generale britannico Harold
Alexander scatena un attacco coordinato contro le truppe
tedesche attestate sulla "Linea Gustav".
18 maggio: le unità avanzate del
II Corpo polacco prendono Montecassino. Le forze alleate
dilagano oltre le linee da Cassino al Tirreno.
23 maggio: le truppe americane della VI
Armata sfondano le linee ad Anzio. Il fronte si dirige verso
Roma.
Giugno: si costituisce il Corpo Volontari
della Libertà (CVL). In concomitanza con la liberazione
di Roma e lo sbarco in Normandia, la guerriglia partigiana
esplode in tutta Italia, mettendo in pericolo le vie di
comunicazioni tedesche. L’inizio dell’estate
corrisponde ad una crescita accelerata e tumultuosa della
Resistenza. Le piccole bande partigiane diventano rapidamente
grandi brigate, le azioni contro fascisti e tedeschi diventano
innumerevoli e quasi giornaliere, nelle campagne si organizzano
le Squadre d’azione partigiana (SAP) per proteggere
i contadini dalle razzie tedesche.
4 giugno: Roma è liberata dalle
forze della V Armata USA.
6 giugno: sbarco alleato in Normandia (Operazione Overlord),
in breve le forze alleate, al comando del gen. Eisenhover
liberano Cherbourg (27 giugno) e Caen (30 luglio) e penetrano
il "Vallo Atlantico" la linea di difesa del territorio
tedesco.
10 giugno: Badoglio viene costretto alle
dimissioni al suo posto subentra Ivanoe Bonomi, diretta
emanazione del Comitato di Liberazione Nazionale.
17 giugno: il feldmaresciallo Albert Kesserling
dichiara la popolazione civile responsabile della presenza
dei partigiani. I tedeschi e i fascisti italiani intensificano
la tattica degli eccidi (per rappresaglia o meno) in tutti
i territori occupati. L’uccisione per ritorsione,
con modalità intimidatorie, di ostaggi e civili diviene
pratica corrente.
24 giugno: a Palazzo del Pero cadono le
prime dieci vittime delle nuove disposizioni di Kesserling.
25 giugno: il CVL per dare impulso alla
lotta e superare i limiti di una guerriglia concentrata
sui colpi di mano e i sabotaggi, emana una direttiva per
pianificare un’offensiva di grande rilievo strategico.
Tale ciclo operativo mirava all’occupazione di paesi
e vallate da cui portare attacchi ai tedeschi e ai fascisti,
mobilitando la popolazione a sostegno della guerriglia.
Tra giugno e settembre le formazioni partigiane liberano
molte zone dalla Valsesia al Fiuli, dall’Appennino
emiliano a quello ligure.Nelle zone libere i provvedimenti
di carattere politico amministrativo ed economico, fanno
capo in un primo momento essenzialmente ai capi partigiani,
successivamente nelle Langhe, nella Carnia, nel Monferrato,
nella Valdossola, si costituiscono vere e proprie giunte
comunali, legittimate dal popolo, che anticipano la creazione
di organismi di governo sull’intera zona. Le zone
libere, nonostante le condizioni oggettive d’estrema
precarietà, rappresentano nelle loro espressioni
più compiute la maturità raggiunta dal movimento
partigiano, una maturità che si manifestava nella
consapevolezza dei contenuti politici e sociali della lotta
armata e nella traduzione concreta del rinnovamento della
società in senso democratico.
1 luglio: comincia la militarizzazione
del PFR, su ordine di Mussolini tutti gli iscritti tra i
18 e i 60 anni (poi allargati fino ai 14 anni) vengono inquadrati
nelle Brigate Nere, formazioni militari ausiliari impegnate
a fianco dei tedeschi nella lotta ai partigiani.
4 luglio: a Cavriglia le truppe tedesche
ammazzano 73 persone.
23 luglio: le truppe americane entrano
a Pisa.
Agosto: il fronte di guerra italiano si
attesta sulla "Linea Gotica"; le formazioni partigiane
che operano a ridosso del fronte compiono numerose azioni
con attacchi a sorpresa ai capisaldi tedeschi. Le operazioni
belliche degli Alleati sembrano risentire di due diverse
strategie: per i britannici, impiegati sul fronte adriatico
della Gotica, raggiungere Trieste era fondamentale, mentre
per gli americani impegnati sul fronte tirrenico, lo sbarco
previsto nella Francia meridionale richiese lo spostamento
di sette divisioni dall’Italia; l’attacco alleato
alla "Linea Gotica" non sempre venne condotto
con chiarezza di obiettivi e coordinamento nella manovra,
anzi, denota una non trascurabile confusione operativa.
12 agosto: a Sant’Anna di Stazzema
reparti della 16a Divisione granatieri corazzati SS al comando
del maggiore Walter Reder, massacrano 560 persone.
25 agosto: nel quadro dell’Operazione
Olive l’VIII Armata GB supera il Metauro e avanza
su di un fronte di circa 50 Km in direzione del Folgia.
Inizia l’attacco alla "Linea Gotica", un
fronte di circa 280 Km e una profondità di 20, che
correva da Pesaro a Massa con istallazioni difensive permanenti
nelle aree costiere e collegamenti artificiali dei contrafforti
naturali del lungo tratto montano dell’Appennino toscoemiliano.
30 agosto: sul fronte adriatico la 4a
Divisione indiana effettua il primo attacco alla "Linea
Gotica" nell’area di Tavoleto e Montecalvo. La
difesa tedesca viene perforata in molti punti ma la resistenza
delle truppe tedesche è accanita, solo dopo un’aspra
battaglia a Coriano (13-14 settembre) la via è finalmente
libera per avanzare verso Rimini ma a costo di numerose
perdite.
Settembre-novembre: la rappresaglia tedesca
contro le forze partigiane è durissima, rastrellamenti
ed eccidi (di cui sono protagonisti la Divisione alpina
Monterosa, la San Marco, l’Armata Liguria) si intensificano
in tutta la zona di retrovia della "Linea Gotica",
in pratica è coinvolta l’intera Italia settentrionale.
In Veneto e in Friuli i rastrellamenti tedeschi investono
prima l’altopiano di Asiago, il Consiglio, le vallate
dei Lessini e del Chiampo, e successivamente il monte Grappa
(Operazione Piave) e il Friuli orientale (Operazione Klagenfurt)
dove reparti di SS e cosacchi infliggono pesanti perdite
ai partigiani, bruciano interi paesi e compiono numerosi
stragi. Particolarmente tragico l’esito del rastrellamento
del Grappa che durò dieci giorni, condotto da reparti
di polizia, della Luftwaffe e delle Brigate nere contro
circa 1300 partigiani di diverse brigate che decisi a resistere
ad oltranza, subirono gravissime perdite (300 caduti in
battaglia, 171 tra impiccati e fucilati, e circa 400 deportati).
Le azioni tedesche nell’Italia nord-orientale si intensificano,
Kesserling tra l’8 e il 14 ottobre ordina un’altra
settimana di lotta alle bande partigiane e nuovi rastrellamenti
per assicurarsi il controllo delle vie di comunicazione.
Sull’Appennino toscoemiliano, nei territori alle spalle
della "Linea Gotica", le truppe tedesche si scagliano
contro le formazioni partigiane e la popolazione civile.
Tra settembre e ottobre si moltiplicano gli scontri e gli
eccidi; dalla Battaglia di Monte Sole (la Brigata Stella
Rossa, una delle prime a compiere sabotaggi e attentati
contro le forze tedesche, viene sgominata) alla strage di
Marzabotto i reparti del battaglione del maggiore SS Walter
Reder, si rendono protagonisti di una lunga e feroce catena
di eccidi. Nella zona piemontese i rastrellamenti tedeschi
coinvolgono le zone libere della Valdossola e delle Langhe;
il 9 ottobre tedeschi e fascisti iniziano l’Operazione
Avanti, protrattasi fino al 4 novembre, le formazioni partigiane
della Valdossola, dopo aspri combattimenti, ripiegano in
Svizzera e in Valsesia, seguite da migliaia di abitanti
della zona. Nelle Langhe il 2 novembre tedeschi e fascisti
riconquistano la città di Alba precedentemente liberata
dalle forze partigiane il 10 ottobre (I ventitré
giorni della città di Alba). Operazioni analoghe
coinvolgono il Monferrato, il Genovese e l’Oltrepò.
1 settembre: Firenze viene liberata dalle
forze partigiane. La liberazione di Firenze è una
tappa decisiva della lotta partigiana perché segna
il definitivo superamento delle posizioni attendiste e dimostra
la capacità del CLN di organizzare e guidare l’insurrezione
e il ritorno alla vita civile e democratica. La prova fornita
dai partigiani nella liberazione della città, induce
i comandi alleati a mutare il loro atteggiamento nei confronti
della Resistenza con una prima utilizzazione di reparti
organici di patrioti prima nel Casentino e in Versilia,
e successivamente nelle Alpi Apuane e in Garfagnana.
21 settembre: Rimini è liberata
dall’VIII Armata GB.
29 settembre: a Marzabotto la 16a Divisione
granatieri corazzati delle SS del maggiore Walter Reder,
supportate da guide fasciste e reparti delle Brigate Nere,
uccidono 770 civili, in gran parte donne e bambini.
13 novembre: dopo mesi in cui l’iniziativa
alleata in Italia ha perso progressivamente d’intensità
il fronte alleato si attesta sulla "Linea Gotica".
Con il "Proclama Alexander" il comandante in capo
delle truppe alleate nel Mediterraneo, feldmaresciallo Harold
Alexander, annuncia la conclusione della campagna estiva
contro la "Linea Gotica" ed invita gli aderenti
alla resistenza armata a sospendere le azioni su vasta scala
e attestarsi su posizioni difensive. Il contraccolpo militare
e psicologico del proclama Alexander, diramato da Radio
Italia Combatte, su un movimento partigiano già in
difficoltà per il massiccio attacco tedesco, è
notevole e provoca un momentaneo senso di sbandamento.
2 dicembre: il CVL invita tutti i comandi
regionali a interpretare il proclama Alexander nel senso
dell’apertura della campagna invernale: non si trattava
di smobilitare ma di passare ad una nuova strategia in considerazione
delle mutate condizioni belliche e climatiche (l’inverno
1944-45 fu particolarmente rigido, rendendo molto precaria
la sopravvivenza, soprattutto delle formazioni partigiane
di montagna).
12 dicembre: Bonomi forma il suo secondo
governo senza gli azionisti e i socialisti, Togliatti vi
ebbe la vice-presidenza. Questo governo resterà in
carica fino alla liberazione totale del paese.
20 dicembre: 200 uomini delle 120a e 121a
Brigata Garibaldi, attaccano il campo d’internamento
di Gonzaga e liberano 350 prigionieri.
26 dicembre: il gabinetto Bonomi delega
al CLNAI i pieni poteri nell’alta Italia, nel frattempo
continua l’ondata di rastrellamenti nell’Italia
settentrionale.
1 gennaio: il primo giorno dell’anno
registra una calma quasi assoluta su tutto il fronte con l’VIII
Armata GB del gen. McCreery attestata sulle rive del fiume
Senio, nella piatta pianura romagnola, e la V Armata USA del
gen. Truscott a 15 km da Bologna. La calma nei combattimenti
durerà molte settimane e permetterà alle unità
del Gruppo di armate C di Vietinghoff (X e XIV Armata dei
gen. Herr e Lemelsen) di rinforzare le difese e al gen. Clark,
che da dicembre ha sostituito Alexander al comando delle forze
alleate in Italia, di mettere a punto il piano per l’offensiva
finale.
12 gennaio: Inquadrato nel I Corpo d’Armata
canadese (VI Armata GB) entra in linea il gruppo di combattimento
Cremona del gen. Clemente Primieri che sostituisce la 1a Divisione
canadese nel settore tra Alfonsine (Ravenna) e la costa adriatica.
Il gruppo è la prima delle sei grandi unità
(le altre sono i gruppi Friuli, Legnano, Folgore, Mantova
e Piceno) costituite dall'esercito italiano nella seconda
metà del 1944, in stretta collaborazione con la missione
militare alleata in Italia. Nel settore dell’VIII Armata
GB, entrera successivamente (8 febbraio) in linea il gruppo
di combattimento italiano Friuli al comando del gen. Arturo
Scattini, in sostituzione della Divisione polacca "Kresowa",
schierata sul Senio di fronte a Riolo dei Bagni.
22 gennaio: il comando della V Armata USA
emana le prime direttive sui programmi di addestramento in
preparazione dell’offensiva di primavera sul fronte
italiano.
4-11 febbraio: Conferenza di Yalta. Stalin,
Churchill e Roosevelt stabiliscono la divisione e le sfere
d’influenza in Germania ed Europa.
16 febbraio: il comando della V Armata USA
emana le direttive per limitati attacchi delle unità
del IV Corpo (previsti a partire dal 20) al fine di rinforzare
le posizioni a ovest della Strada Statale 64 (Pistoia-Bologna).
25 febbraio: nel settore della V Armata
USA termina la prima fase della limitata offensiva del IV
Corpo ad ovest della Statale 64. Sul fianco destro del fronte
alleato, i primi reparti del gruppo di combattimento italiano
Folgore prendono posizione nel settore del XIII Corpo (VIII
Armata GB). Il nuovo esercito italiano completerà entro
il 3 marzo lo schieramento a cavallo del fiume Santerno, assumendo
la responsabilità del settore già tenuto dalla
6a Divisione GB.
28 febbraio: la 10a Divisione motorizzata
USA e la 1a Divisione del Corpo di spedizione brasiliano (IV
Corpo della V Armata USA) completano il raggruppamento per
la seconda fase dell’offensiva contro i rilievi ad ovest
della Strada Statale 64.
2 marzo: nel settore dell’VIII Armata
GB, il gruppo di combattimento Cremona (V Corpo) con l’appoggio
dei partigiani della 24a Brigata Garibaldi, inizia l'offensiva
verso Comacchio.
3 marzo: inizia la seconda fase dell’offensiva
limitata e locale del IV Corpo (V Armata USA) verso le alture
a nord-est dei monti Torraccia e Castello. Nel settore del
V Corpo (VIII Armata GB), la 56a Divisione conquista un solido
caposaldo sulla riva orientale del Senio, nei pressi di San
Severo mentre il gruppo Cremona continua la battaglia per
Comacchio.
4 marzo: prosegue l’offensiva del
IV Corpo della V Armata USA che raggiunge Monte Acidola, Madonna
di Brasa e Monte della Croce. Sul fianco destro dello schieramento
alleato (V Corpo dell’VIII Armata GB), il gruppo di
combattimento Cremona entra a Torre di Primaro.
23 marzo: il gen. Heinrich von Vietinghoff
succede al feldmaresciallo Kesselring quale comandante supremo
delle forze tedesche in Italia.
29 marzo: il CLNAI decreta l'unificazione
delle forze partigiane (che non ci sarà il tempo di
attuare realmente) e nomina un Comitato insurrezionale composto
da Valiani (Partito d'Azione), Pertini (Partito Socialista)
e Sereni (Partito Comunista).
1 aprile: durante la notte nel settore del
V Corpo (VIII Armata GB) la 2a Brigata Commandos dà
il via all’Operazione Roast per liberare la zona di
Comacchio.
5 aprile: nel settore della V Armata USA,
la 92a Divisione dà il via a un attacco in direzione
di Massa.
9 aprile: verso sera l'VIII Armata GB del
gen. McCreery inizia una grande offensiva con il V Corpo britannico
del gen. Keightley sul fianco destro e con il II Corpo polacco
del gen. Anders nel settore di Imola, riuscendo a stabilire
delle teste di ponte oltre il Senio rispettivamente nel settore
di Lugo e di San Severo-Felisio. Mentre sul fianco sinistro
dell’Armata il XIII Corpo britannico del gen. Kirkman
resta su posizioni difensive, il X Corpo britannico del gen.
Hawksworth con il gruppo di combattimento italiano Friuli
lancia a sua volta nella notte un’offensiva oltre il
Senio.
10 aprile: dopo cinque giorni di scontri
la 92a Divisione della V Armata USA entra a Massa. Continua
l’offensiva delle unità dell’VIII Armata
GB sul fianco orientale dello schieramento alleato. L’attacco
in forze in questo settore coglie di sorpresa la X Armata
tedesca del gen. Herr che si aspettava un’offensiva
al centro e sul fianco destro del suo schieramento.
11 aprile: nel settore occidentale dello
schieramento alleato, la 92a Divisione della V Armata USA
conquista Carrara. Sul fianco orientale, dove operano le unità
dell’VIII Armata GB, il II Corpo polacco raggiunge il
fiume Santerno.
13 aprile: alle formazioni partigiane impegnate
con la "Direttiva n.16" di Luigi Longo (tenersi
pronti per l'insurrezione finale) arrivò il perentorio
comunicato di Clark (comandante delle forze Alleate in Italia).Il
nuovo generale avuto sentore dell’iniziativa insurrezionale
dei partigiani (infuriati gli alti comandi e lo stesso Truman),
invia l'ordine a tutte le forze partigiane di astenersi da
qualsiasi operazione militare, insurrezionale e politica.
Il comando della V Armata USA rimanda ulteriormente l’inizio
dell’offensiva a causa del persistere del tempo sfavorevole.
Nel settore dell’VIII Armata GB, il II Corpo polacco
espande la testa di ponte oltre il fiume Santerno.
14 aprile: dopo vari ritardi dovuti al cattivo
tempo, la V Armata USA può lanciare le sue unità
nell’offensiva finale contro le truppe tedesche in Italia,
costituite nel settore americano dal XIV Corpo corazzato della
XIV Armata del gen. Lemelsen.Il IV Corpo americano attacca
verso la pianura padana. Prosegue l’offensiva delle
unità dell’VIII Armata GB sul fianco destro dello
schieramento alleato.
15 aprile: nel settore della V Armata USA,
mentre il IV Corpo procede nei settori di Suzzano e di Vergato,
nella notte il II Corpo lancia l’attacco in direzione
di Bologna, a est della Statale 64, dopo un intenso bombardamento
aereo. Partecipa all’attacco anche il gruppo di combattimento
italiano Legnano. Sul fianco orientale dello schieramento
alleato, le unità del II Corpo polacco (VIII Armata
GB) iniziano ad attraversare il fiume Sillaro.
17 aprile: l’avanzata delle forze
Alleate prosegue senza soste. Nel settore occidentale, la
92a Divisione (V Armata USA) punta verso Sarzana, mentre il
IV Corpo raggiunge i monti Ferra e Moscoso. Sul fianco orientale
dello schieramento, il II Corpo polacco (VIII Armata GB) avanza
ad ovest di Medicina mentre il XIII Corpo raggiunge il fiume
Gaiana.
18 aprile: Torino non attende la data fissata
dell'insurrezione impartita dalla «Direttiva n.16».
Gli eventi incalzano con la ritirata dei tedeschi i cui reparti
dovrebbero attraversare Torino. Le formazioni partigiane prima
riescono a promuovere un grande sciopero generale nelle grandi
fabbriche che sono, infatti, occupate, poi scatenano l'offensiva
che si estende in tutte le valli piemontesi, soprattutto nel
Cuneese, nel Biellese e nella Valsesia. Raggiungendo la zona
Sulmonte-San Chierlo, la 10a Divisione da montagna del IV
Corpo (V Armata USA) cattura circa 3000 prigionieri del XIV
Corpo corazzato tedesco. Sul fianco destro dello schieramento
alleato, il V Corpo (VIII Armata GB) conquista Argenta. All’azione
partecipa il gruppo di combattimento italiano Cremona.
19 aprile: A Bologna i partigiani organizzano
e fanno scattare l'insurrezione che avrà momenti drammatici
con centinaia di morti per le strade sia di fascisti che tedeschi
con le rappresaglie verso i partigiani, che ormai affrontano
i nemici in campo aperto in vere e proprie battaglie militari.
Un'epopea della città rossa, dove i suoi partigiani
inseguono i tedeschi in ritirata, li precedono per tagliare
loro la strada, li accerchiano, li catturano, o li mettono
precipitosamente in fuga. Il tutto accadde mentre 1673 missioni
di bombardieri alleati sganciano sulla città e in periferia,
sul Serio e sul Santerno, 100.000 bombe e spezzoni incendiari.
Quando arrivarono gli americani, la città era già
stata liberata, ma fumava ancora per i loro bombardamenti,
nel frattempo vengono emanate le direttive del comando della
V Armata USA per il proseguimento dell’offensiva verso
il Po: il piano prevede l’avanzata della 92a Divisione
in direzione della Spezia, del IV Corpo verso il Panaro e
successivamente oltre il Po tra Ostiglia e Borgoforte, e infine
del II Corpo in direzione di Bologna con l’attraversamento
del Po tra Ostiglia e Sermide.
20 aprile: la V Armata USA scende dagli
Appennini nella pianura padana: il suo IV Corpo raggiunge
Casalecchio, nei pressi di Bologna e il II conquista la regione
tra Casalecchio e Gesso. Nel settore dell'VIII Armata GB,
il X Corpo raggiunge il fiume Idice oltre il quale riescono
a stabilire delle teste di ponte il II Corpo polacco e il
XIII britannico. Il gen. Vietinghoff, comandante del Gruppo
di armate C, ordina il ripiegamento delle forze tedesche (X
e XIV Armata) sulla linea del Po: mossa tardiva perché
le divisioni corazzate alleate si stanno avventando sulle
truppe tedesche lungo tutta la linea del fronte.
21 aprile: il II Corpo Polacco, gruppi del
CIL e la 28a Brigata Garibaldi "Bulow", entrano
a Bologna e dilagano nella pianura padana: il 30 raggiungono
Milano, Torino e Venezia, il 2 maggio entrano a Trieste.
22 aprile: mentre il IV Corpo della V Armata
USA raggiunge il Panaro, superando successivamente Modena,
il V Corpo dell'VIII Armata GB raggiunge Ferrara.
23 – 27 aprile: il segnale insurrezionale
del "Piano A" per la liberazione di Genova scatta
nelle prime ore del 23. I partigiani scendono dalle colline,
assaltano il porto, dilagano nelle strade, bloccano i reparti
in ritirata, procedendo alla cattura di quasi diecimila tedeschi,
mentre la lotta continua per cinque giorni. Quando il 27,
alle ore 21.20, entrarono i primi reparti della V Armata Alleata,
Genova era già una città libera.
23 aprile: Himmler e Goering cercano contatti
con gli Alleati per una pace separata, ottenendo un rifiuto.
Scoperti da Hitler, vengono espulsi dal partito nazista e
destituiti da ogni carica. In Italia il IV Corpo della V Armata
USA supera il Po nei pressi di Guastalla e di Luzzara. Nel
settore dell'VIII Armata GB, il XIII Corpo stabilisce alcune
teste di ponte oltre il Reno, mentre l’8a Divisione
del V Corpo raggiunge Ferrara e il Po a Pontelagoscuro.
24 aprile: nel settore della V Armata USA,
mentre la 92a Divisione riceve l’ordine di procedere
in direzione di Genova, il IV Corpo punta sull’aeroporto
di Villafranca, a sud di Verona. Reggio Emilia viene raggiunta
dai reparti della 34a Divisione. Anche il XIII e il V Corpo
britannico (VIII Armata GB) riescono a stabilire alcune teste
di ponte oltre il Po, rispettivamente a Gaiaba e Stienta,
e a ovest di Pontelagoscuro. Il Comitato di Liberazione Nazionale
ordina l’insurrezione generale nell’Italia settentrionale.
Le colonne tedesche in ritirata vengono attaccate dai partigiani
che il 25 assumono il controllo di Milano. In Germania le
truppe sovietiche accerchiano Berlino.
25 aprile: il CLNAI proclama l'insurrezione
generale a Milano, a mezzanotte è scattata l'ora X
della «Direttiva n.16», ed inizia lo sciopero
generale: tutte le fabbriche vengono occupate. Il CLNAI assume
pieni poteri: s’insedia nell'amministrazione della giustizia,
nel tribunale di guerra, nei consigli di gestione delle grandi
aziende, nei posti chiave del governo della città.
Dalla pianura e dalle valli tutti i partigiani convergono
nel capoluogo lombardo. Mussolini, dopo aver tentato di trattare
la resa con i rappresentanti del CLNAI, fugge con i suoi collaboratori
verso la Svizzera. Nella notte, fascisti e tedeschi iniziano
l'evacuazione della città. Le unità del IV Corpo
(V Armata americana) conquistano l’aeroporto di Villafranca
di Verona (10a Divisione da montagna) e Parma (3a Divisione),
l'88a Divisione del II Corpo libera Verona. Nel settore dell'VIII
Armata GB, la 56a Divisione e il gruppo di combattimento Cremona
attraversano il Po presso Polesella e nei pressi della costa.
Gli alleati entrano a Mantova, Parma e Verona. A Torgau (120
km a sud di Berlino), "Incontro sull’Elba"
tra le forze sovietiche e quelle americane.
26 aprile: il IV e il II Corpo della V Armata
USA raggiungono e superano l’Adige nelle zone di Verona
e di Legnago; il XIII Corpo dell’VIII Armata GB ad ovest
di Badia.
27 aprile: i partigiani catturano Mussolini
ed altri gerarchi fascisti a Dongo (Como), mentre cercavano
di riparare in Svizzera al seguito di una colonna tedesca.
I gerarchi fascisti sono rapidamente giustiziati sulla piazza
di Dongo.
28 aprile: catturato dai partigiani mentre
si accinge ad abbandonare l’Italia, Benito Mussolini
viene giustiziato a Giulino di Mezzegra, presso Dongo, sul
Lago di Como, assieme alla sua amante Claretta Petacci. La
92a Divisione americana (V Armata USA) raggiunge Alessandria.
La 1a Divisione corazzata del IV Corpo USA raggiunge il Lago
di Como presso il confine con la Svizzera, mentre Vicenza
viene liberata dal II Corpo. Unità del XIII e del V
Corpo (VIII Armata GB) avanzano verso Padova e Venezia.
29 aprile: a Caserta il colonnello Schweinitz
e il suo aiutante Wenner, in rappresentanza del gen. Vietinghoff,
comandante delle "Heeresgruppe C" in Italia, sottoscrivono
il documento che stabilisce la resa incondizionata di tutte
le truppe tedesche in Italia a partire dalle ore 13 (ora di
Greenwich corrispondenti alle 14 italiane) di mercoledì
2 maggio 1945. Alla firma della resa, oltre a ufficiali americani
e inglesi, è presente anche il generale sovietico A.P.
Kislenko. Prosegue comunque l’avanzata alleata nell’Italia
settentrionale: unità del IV Corpo americano raggiungono
Milano, che è già stata liberata dai partigiani,
mentre il V Corpo britannico raggiunge Venezia e la 2a Divisione
neozelandese del XIII Corpo britannico, avanzando in direzione
di Trieste, raggiunge il Piave. Mentre le truppe dell’Armata
Italia si arrendono, Hitler sposa Eva Braun nel bunker della
cancelleria.
30 aprile: la 92a Divisione della V Armata
USA raggiunge Torino, mentre a est unità del II Corpo
raggiungono Treviso. Prosegue la marcia delle unità
del XIII Corpo britannico verso Trieste.
1 maggio: il II Corpo della V Armata USA
inizia a liberare la valle del Piave e si prepara ad avanzare
verso l’Austria attraverso il Passo del Brennero.
2 maggio: capitolazione di Berlino. Il ministro
delle Finanze Schwerin Von Krosigk forma un "Governo
d’affari" che scioglie il partito nazista e destituisce
Himmler. In base al documento sottoscritto dai tedeschi a
Caserta il 29 aprile, cessano le ostilità su tutto
il fronte e si attua la resa incondizionata delle forze tedesche.
7 maggio: firma della "Resa incondizionata"
della Wehrmacht al Quartier generale di Eisenhower a Reims
da parte del generale Jodl e dell’ammiraglio von Friedeburg.
8 maggio: seconda capitolazione firmata
dal feldmaresciallo Keitel, dall’ammiraglio von Friedeburg
e dal generale Stumpff, al Quartier generale sovietico del
maresciallo Zukov, a Berlino. Come previsto nel trattato di
resa incondizionata, firmato il giorno prima, le truppe tedesche
cessano ogni attività bellica. E' la fine della guerra
in Europa.
13 maggio: le forze di Tito occupano Trieste.
6 agosto: il bombardiere americano B-29 "Enola
gay" sgancia la prima bomba atomica "Little boy"
su Hiroshima, l’intera città fu rasa al suolo,
si contarono circa 100.000 morti e 100.000 feriti.
9 agosto: gli USA sganciano una seconda bomba
atomica sulla città di Nagasaki, ripetendo l’ecatombe
di Hiroshima.
2 settembre: al largo di Tokio, sulla corazzata
Missouri, l’imperatore giapponese Hiro Hito firma al
cospetto di Henry Truman la resa incondizionata del suo paese.
La seconda guerra mondiale, dopo aver mietuto oltre 50 milioni
di vite umane, di cui circa 30 milioni nella sola Europa,
era finita esattamente dopo sei anni e un giorno dal suo inizio
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