1
gennaio:
il primo giorno dell’anno registra una calma
quasi assoluta su tutto il fronte con l’VIII
Armata GB del gen. McCreery attestata sulle rive
del fiume Senio, nella piatta pianura romagnola,
e la V Armata USA del gen. Truscott a 15 km da
Bologna. La calma nei combattimenti durerà
molte settimane e permetterà alle unità
del Gruppo di armate C di Vietinghoff (X e XIV
Armata dei gen. Herr e Lemelsen) di rinforzare
le difese e al gen. Clark, che da dicembre ha
sostituito Alexander al comando delle forze alleate
in Italia, di mettere a punto il piano per l’offensiva
finale.
12
gennaio: Inquadrato nel I Corpo d’Armata
canadese (VI Armata GB) entra in linea il gruppo
di combattimento Cremona del gen. Clemente Primieri
che sostituisce la 1a Divisione canadese nel settore
tra Alfonsine (Ravenna) e la costa adriatica.
Il gruppo è la prima delle sei grandi unità
(le altre sono i gruppi Friuli, Legnano, Folgore,
Mantova e Piceno) costituite dall'esercito italiano
nella seconda metà del 1944, in stretta
collaborazione con la missione militare alleata
in Italia. Nel settore dell’VIII Armata
GB, entrera successivamente (8 febbraio) in linea
il gruppo di combattimento italiano Friuli al
comando del gen. Arturo Scattini, in sostituzione
della Divisione polacca "Kresowa", schierata
sul Senio di fronte a Riolo dei Bagni.
22 gennaio: il comando della
V Armata USA emana le prime direttive sui programmi
di addestramento in preparazione dell’offensiva
di primavera sul fronte italiano.
4-11
febbraio: Conferenza di Yalta. Stalin,
Churchill e Roosevelt stabiliscono la divisione
e le sfere d’influenza in Germania ed Europa.
16
febbraio: il comando della V Armata USA
emana le direttive per limitati attacchi delle
unità del IV Corpo (previsti a partire
dal 20) al fine di rinforzare le posizioni a ovest
della Strada Statale 64 (Pistoia-Bologna).
25
febbraio: nel settore della V Armata
USA termina la prima fase della limitata offensiva
del IV Corpo ad ovest della Statale 64. Sul fianco
destro del fronte alleato, i primi reparti del
gruppo di combattimento italiano Folgore prendono
posizione nel settore del XIII Corpo (VIII Armata
GB). Il nuovo esercito italiano completerà
entro il 3 marzo lo schieramento a cavallo del
fiume Santerno, assumendo la responsabilità
del settore già tenuto dalla 6a Divisione
GB.
28
febbraio: la 10a Divisione motorizzata
USA e la 1a Divisione del Corpo di spedizione
brasiliano (IV Corpo della V Armata USA) completano
il raggruppamento per la seconda fase dell’offensiva
contro i rilievi ad ovest della Strada Statale
64.
2
marzo: nel settore dell’VIII Armata
GB, il gruppo di combattimento Cremona (V Corpo)
con l’appoggio dei partigiani della 24a
Brigata Garibaldi, inizia l'offensiva verso Comacchio.
3
marzo: inizia la seconda fase dell’offensiva
limitata e locale del IV Corpo (V Armata USA)
verso le alture a nord-est dei monti Torraccia
e Castello. Nel settore del V Corpo (VIII Armata
GB), la 56a Divisione conquista un solido caposaldo
sulla riva orientale del Senio, nei pressi di
San Severo mentre il gruppo Cremona continua la
battaglia per Comacchio.
4
marzo: prosegue l’offensiva del
IV Corpo della V Armata USA che raggiunge Monte
Acidola, Madonna di Brasa e Monte della Croce.
Sul fianco destro dello schieramento alleato (V
Corpo dell’VIII Armata GB), il gruppo di
combattimento Cremona entra a Torre di Primaro.
23
marzo: il gen. Heinrich von Vietinghoff
succede al feldmaresciallo Kesselring quale comandante
supremo delle forze tedesche in Italia.
29
marzo: il CLNAI decreta l'unificazione
delle forze partigiane (che non ci sarà
il tempo di attuare realmente) e nomina un Comitato
insurrezionale composto da Valiani (Partito d'Azione),
Pertini (Partito Socialista) e Sereni (Partito
Comunista).
1
aprile: durante la notte nel settore
del V Corpo (VIII Armata GB) la 2a Brigata Commandos
dà il via all’Operazione Roast per
liberare la zona di Comacchio.
5
aprile: nel settore della V Armata USA,
la 92a Divisione dà il via a un attacco
in direzione di Massa.
9
aprile: verso sera l'VIII Armata GB del
gen. McCreery inizia una grande offensiva con
il V Corpo britannico del gen. Keightley sul fianco
destro e con il II Corpo polacco del gen. Anders
nel settore di Imola, riuscendo a stabilire delle
teste di ponte oltre il Senio rispettivamente
nel settore di Lugo e di San Severo-Felisio. Mentre
sul fianco sinistro dell’Armata il XIII
Corpo britannico del gen. Kirkman resta su posizioni
difensive, il X Corpo britannico del gen. Hawksworth
con il gruppo di combattimento italiano Friuli
lancia a sua volta nella notte un’offensiva
oltre il Senio.
10
aprile: dopo cinque giorni di scontri
la 92a Divisione della V Armata USA entra a Massa.
Continua l’offensiva delle unità
dell’VIII Armata GB sul fianco orientale
dello schieramento alleato. L’attacco in
forze in questo settore coglie di sorpresa la
X Armata tedesca del gen. Herr che si aspettava
un’offensiva al centro e sul fianco destro
del suo schieramento.
11
aprile: nel settore occidentale dello
schieramento alleato, la 92a Divisione della V
Armata USA conquista Carrara. Sul fianco orientale,
dove operano le unità dell’VIII Armata
GB, il II Corpo polacco raggiunge il fiume Santerno.
13
aprile: alle formazioni partigiane impegnate
con la "Direttiva n.16" di Luigi Longo
(tenersi pronti per l'insurrezione finale) arrivò
il perentorio comunicato di Clark (comandante
delle forze Alleate in Italia).Il nuovo generale
avuto sentore dell’iniziativa insurrezionale
dei partigiani (infuriati gli alti comandi e lo
stesso Truman), invia l'ordine a tutte le forze
partigiane di astenersi da qualsiasi operazione
militare, insurrezionale e politica. Il comando
della V Armata USA rimanda ulteriormente l’inizio
dell’offensiva a causa del persistere del
tempo sfavorevole. Nel settore dell’VIII
Armata GB, il II Corpo polacco espande la testa
di ponte oltre il fiume Santerno.
14
aprile: dopo vari ritardi dovuti al cattivo
tempo, la V Armata USA può lanciare le
sue unità nell’offensiva finale contro
le truppe tedesche in Italia, costituite nel settore
americano dal XIV Corpo corazzato della XIV Armata
del gen. Lemelsen.Il IV Corpo americano attacca
verso la pianura padana. Prosegue l’offensiva
delle unità dell’VIII Armata GB sul
fianco destro dello schieramento alleato.
15
aprile: nel settore della V Armata USA,
mentre il IV Corpo procede nei settori di Suzzano
e di Vergato, nella notte il II Corpo lancia l’attacco
in direzione di Bologna, a est della Statale 64,
dopo un intenso bombardamento aereo. Partecipa
all’attacco anche il gruppo di combattimento
italiano Legnano. Sul fianco orientale dello schieramento
alleato, le unità del II Corpo polacco
(VIII Armata GB) iniziano ad attraversare il fiume
Sillaro.
17
aprile: l’avanzata delle forze
Alleate prosegue senza soste. Nel settore occidentale,
la 92a Divisione (V Armata USA) punta verso Sarzana,
mentre il IV Corpo raggiunge i monti Ferra e Moscoso.
Sul fianco orientale dello schieramento, il II
Corpo polacco (VIII Armata GB) avanza ad ovest
di Medicina mentre il XIII Corpo raggiunge il
fiume Gaiana.
18
aprile: Torino non attende la data fissata
dell'insurrezione impartita dalla «Direttiva
n.16». Gli eventi incalzano con la ritirata
dei tedeschi i cui reparti dovrebbero attraversare
Torino. Le formazioni partigiane prima riescono
a promuovere un grande sciopero generale nelle
grandi fabbriche che sono, infatti, occupate,
poi scatenano l'offensiva che si estende in tutte
le valli piemontesi, soprattutto nel Cuneese,
nel Biellese e nella Valsesia. Raggiungendo la
zona Sulmonte-San Chierlo, la 10a Divisione da
montagna del IV Corpo (V Armata USA) cattura circa
3000 prigionieri del XIV Corpo corazzato tedesco.
Sul fianco destro dello schieramento alleato,
il V Corpo (VIII Armata GB) conquista Argenta.
All’azione partecipa il gruppo di combattimento
italiano Cremona.
19
aprile: A Bologna i partigiani organizzano
e fanno scattare l'insurrezione che avrà
momenti drammatici con centinaia di morti per
le strade sia di fascisti che tedeschi con le
rappresaglie verso i partigiani, che ormai affrontano
i nemici in campo aperto in vere e proprie battaglie
militari. Un'epopea della città rossa,
dove i suoi partigiani inseguono i tedeschi in
ritirata, li precedono per tagliare loro la strada,
li accerchiano, li catturano, o li mettono precipitosamente
in fuga. Il tutto accadde mentre 1673 missioni
di bombardieri alleati sganciano sulla città
e in periferia, sul Serio e sul Santerno, 100.000
bombe e spezzoni incendiari. Quando arrivarono
gli americani, la città era già
stata liberata, ma fumava ancora per i loro bombardamenti,
nel frattempo vengono emanate le direttive del
comando della V Armata USA per il proseguimento
dell’offensiva verso il Po: il piano prevede
l’avanzata della 92a Divisione in direzione
della Spezia, del IV Corpo verso il Panaro e successivamente
oltre il Po tra Ostiglia e Borgoforte, e infine
del II Corpo in direzione di Bologna con l’attraversamento
del Po tra Ostiglia e Sermide.
20
aprile: la V Armata USA scende dagli
Appennini nella pianura padana: il suo IV Corpo
raggiunge Casalecchio, nei pressi di Bologna e
il II conquista la regione tra Casalecchio e Gesso.
Nel settore dell'VIII Armata GB, il X Corpo raggiunge
il fiume Idice oltre il quale riescono a stabilire
delle teste di ponte il II Corpo polacco e il
XIII britannico. Il gen. Vietinghoff, comandante
del Gruppo di armate C, ordina il ripiegamento
delle forze tedesche (X e XIV Armata) sulla linea
del Po: mossa tardiva perché le divisioni
corazzate alleate si stanno avventando sulle truppe
tedesche lungo tutta la linea del fronte.
21
aprile: il II Corpo Polacco, gruppi del
CIL e la 28a Brigata Garibaldi "Bulow",
entrano a Bologna e dilagano nella pianura padana:
il 30 raggiungono Milano, Torino e Venezia, il
2 maggio entrano a Trieste.
22
aprile: mentre il IV Corpo della V Armata
USA raggiunge il Panaro, superando successivamente
Modena, il V Corpo dell'VIII Armata GB raggiunge
Ferrara.
23
– 27 aprile: il segnale insurrezionale
del "Piano A" per la liberazione di
Genova scatta nelle prime ore del 23. I partigiani
scendono dalle colline, assaltano il porto, dilagano
nelle strade, bloccano i reparti in ritirata,
procedendo alla cattura di quasi diecimila tedeschi,
mentre la lotta continua per cinque giorni. Quando
il 27, alle ore 21.20, entrarono i primi reparti
della V Armata Alleata, Genova era già
una città libera.
23
aprile: Himmler e Goering cercano contatti
con gli Alleati per una pace separata, ottenendo
un rifiuto. Scoperti da Hitler, vengono espulsi
dal partito nazista e destituiti da ogni carica.
In Italia il IV Corpo della V Armata USA supera
il Po nei pressi di Guastalla e di Luzzara. Nel
settore dell'VIII Armata GB, il XIII Corpo stabilisce
alcune teste di ponte oltre il Reno, mentre l’8a
Divisione del V Corpo raggiunge Ferrara e il Po
a Pontelagoscuro.
24
aprile: nel settore della V Armata USA,
mentre la 92a Divisione riceve l’ordine
di procedere in direzione di Genova, il IV Corpo
punta sull’aeroporto di Villafranca, a sud
di Verona. Reggio Emilia viene raggiunta dai reparti
della 34a Divisione. Anche il XIII e il V Corpo
britannico (VIII Armata GB) riescono a stabilire
alcune teste di ponte oltre il Po, rispettivamente
a Gaiaba e Stienta, e a ovest di Pontelagoscuro.
Il Comitato di Liberazione Nazionale ordina l’insurrezione
generale nell’Italia settentrionale. Le
colonne tedesche in ritirata vengono attaccate
dai partigiani che il 25 assumono il controllo
di Milano. In Germania le truppe sovietiche accerchiano
Berlino.
25
aprile: il CLNAI proclama l'insurrezione
generale a Milano, a mezzanotte è scattata
l'ora X della «Direttiva n.16», ed
inizia lo sciopero generale: tutte le fabbriche
vengono occupate. Il CLNAI assume pieni poteri:
s’insedia nell'amministrazione della giustizia,
nel tribunale di guerra, nei consigli di gestione
delle grandi aziende, nei posti chiave del governo
della città. Dalla pianura e dalle valli
tutti i partigiani convergono nel capoluogo lombardo.
Mussolini, dopo aver tentato di trattare la resa
con i rappresentanti del CLNAI, fugge con i suoi
collaboratori verso la Svizzera. Nella notte,
fascisti e tedeschi iniziano l'evacuazione della
città. Le unità del IV Corpo (V
Armata americana) conquistano l’aeroporto
di Villafranca di Verona (10a Divisione da montagna)
e Parma (3a Divisione), l'88a Divisione del II
Corpo libera Verona. Nel settore dell'VIII Armata
GB, la 56a Divisione e il gruppo di combattimento
Cremona attraversano il Po presso Polesella e
nei pressi della costa. Gli alleati entrano a
Mantova, Parma e Verona. A Torgau (120 km a sud
di Berlino), "Incontro sull’Elba"
tra le forze sovietiche e quelle americane.
26
aprile: il IV e il II Corpo della V Armata
USA raggiungono e superano l’Adige nelle
zone di Verona e di Legnago; il XIII Corpo dell’VIII
Armata GB ad ovest di Badia.
27
aprile: i partigiani catturano Mussolini
ed altri gerarchi fascisti a Dongo (Como), mentre
cercavano di riparare in Svizzera al seguito di
una colonna tedesca. I gerarchi fascisti sono
rapidamente giustiziati sulla piazza di Dongo.
28
aprile: catturato dai partigiani mentre
si accinge ad abbandonare l’Italia, Benito
Mussolini viene giustiziato a Giulino di Mezzegra,
presso Dongo, sul Lago di Como, assieme alla sua
amante Claretta Petacci. La 92a Divisione americana
(V Armata USA) raggiunge Alessandria. La 1a Divisione
corazzata del IV Corpo USA raggiunge il Lago di
Como presso il confine con la Svizzera, mentre
Vicenza viene liberata dal II Corpo. Unità
del XIII e del V Corpo (VIII Armata GB) avanzano
verso Padova e Venezia.
29
aprile: a Caserta il colonnello Schweinitz
e il suo aiutante Wenner, in rappresentanza del
gen. Vietinghoff, comandante delle "Heeresgruppe
C" in Italia, sottoscrivono il documento
che stabilisce la resa incondizionata di tutte
le truppe tedesche in Italia a partire dalle ore
13 (ora di Greenwich corrispondenti alle 14 italiane)
di mercoledì 2 maggio 1945. Alla firma
della resa, oltre a ufficiali americani e inglesi,
è presente anche il generale sovietico
A.P. Kislenko. Prosegue comunque l’avanzata
alleata nell’Italia settentrionale: unità
del IV Corpo americano raggiungono Milano, che
è già stata liberata dai partigiani,
mentre il V Corpo britannico raggiunge Venezia
e la 2a Divisione neozelandese del XIII Corpo
britannico, avanzando in direzione di Trieste,
raggiunge il Piave. Mentre le truppe dell’Armata
Italia si arrendono, Hitler sposa Eva Braun nel
bunker della cancelleria.
30
aprile: la 92a Divisione della V Armata
USA raggiunge Torino, mentre a est unità
del II Corpo raggiungono Treviso. Prosegue la
marcia delle unità del XIII Corpo britannico
verso Trieste.
1
maggio: il II Corpo della V Armata USA
inizia a liberare la valle del Piave e si prepara
ad avanzare verso l’Austria attraverso il
Passo del Brennero.
2
maggio: capitolazione di Berlino. Il
ministro delle Finanze Schwerin Von Krosigk forma
un "Governo d’affari" che scioglie
il partito nazista e destituisce Himmler. In base
al documento sottoscritto dai tedeschi a Caserta
il 29 aprile, cessano le ostilità su tutto
il fronte e si attua la resa incondizionata delle
forze tedesche.
7
maggio: firma della "Resa incondizionata"
della Wehrmacht al Quartier generale di Eisenhower
a Reims da parte del generale Jodl e dell’ammiraglio
von Friedeburg.
8
maggio: seconda capitolazione firmata
dal feldmaresciallo Keitel, dall’ammiraglio
von Friedeburg e dal generale Stumpff, al Quartier
generale sovietico del maresciallo Zukov, a Berlino.
Come previsto nel trattato di resa incondizionata,
firmato il giorno prima, le truppe tedesche cessano
ogni attività bellica. E' la fine della
guerra in Europa.
13
maggio: le forze di Tito occupano Trieste.
6 agosto: il bombardiere americano
B-29 "Enola gay" sgancia la prima bomba
atomica "Little boy" su Hiroshima, l’intera
città fu rasa al suolo, si contarono circa
100.000 morti e 100.000 feriti.
9 agosto: gli USA sganciano una
seconda bomba atomica sulla città di Nagasaki,
ripetendo l’ecatombe di Hiroshima.
2
settembre: al largo di Tokio, sulla corazzata
Missouri, l’imperatore giapponese Hiro Hito
firma al cospetto di Henry Truman la resa incondizionata
del suo paese. La seconda guerra mondiale, dopo
aver mietuto oltre 50 milioni di vite umane, di
cui circa 30 milioni nella sola Europa, era finita
esattamente dopo sei anni e un giorno dal suo
inizio.
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