Sul giornale Nuova Resistenza Unita un sentito ricordo di Aldo Aniasi

Ancora grazie, “Iso”
di Vittorio Beltrami

Sono trascorsi ormai quattro anni di vuoto resistenziale, sempre incolmabile, da quando è venuto meno il Comandante della 2.a Divisione Garibaldi, già sindaco di Milano, presidente della Fiap, illustre parlamentare per molte legislature e ministro della Repubblica – Aldo Aniasi- autore, con altri colleghi, della consacrazione alla storia nazionale della Casa della Resistenza di Fondotoce per la quale “Iso” è stato un gigante della Storia del '900.

Per il suo profondo credere, la sua fermezza nel ricordare, la sua fermezza nel richiamare, nel gridare il suo no al fascismo, alla congiura contro la verità e contro la storia, il suo sentirsi affratellato ai sopravvissuti e alla nostra popolazione, uomo delle nostre terre, alle quali con la ribellione e di seguito con la liberazione dell'Ossola, anticipatrice del 25 aprile '45, venne ridato all'Italia un grosso respiro di libertà e di democrazia.

Non intendo qui svolgere una rievocazione di Iso, ma richiamare il suo direi proprio “amore” per la Casa della Resistenza. Ha creduto intensamente alla nostra e sua Casa. Ne ha sempre sottolineato e avvertito ruolo e potenzialità. Iso ha voluto che molti incontri di alto profilo della Fiap si svolgessero proprio qui a Fondotoce.

Ricorderei: le due giornate del Direttivo nazionale Fiap dell'ottobre del 2000, il cui ordine del giorno al primo posto richiamava l’unità dei Resistenti e l'esame dello stato dei rapporti tra le Associazioni della Resistenza (una grande aspirazione di Aniasi).

Il costante richiamo a Taviani e Boldrini per il sostegno dell'immagine e dei bisogni della nostra Casa; il Convegno nazionale del 20 ottobre 2002, qui a Fondotoce, sul tema “Il Comando Militare del Corpo Volontari della Libertà Cvl.”, con la partecipazione dell’allora presidente della commissione Difesa del Senato, senatore Domenico Contestabile.

Qui sono stati eletti la Presidenza nazionale e il Comitato direttivo nazionale della Fiap.

Contestabile venne investito da Aniasi affinché il Parlamento licenziasse la proposta di legge di un gruppo di parlamentari, amici di Iso, rivolta ad ottenere per la Casa di Fondotoce la dichiarazione di “notevole interesse storico”, nonché un contributo di 150 milioni di lire annue per gli oneri di gestione della Casa.

Avrebbe risolto tanti nostri problemi. Purtroppo eravamo alla fine della legislatura e la proposta si arenò nei meandri delle Camere. Auspichiamo che prossimamente venga ripresentata.

Aniasi ci volle a Milano per l'inaugurazione della grande Mostra su Pertini e ce la offrì per Fondotoce. Vi dovemmo rinunciare per carenza di spazio.

Eppoi la Biblioteca, dataci in comodato gratuito con il grosso camion della Fiap. da Roma a Fondotoce, che ha portato oltre 5000 volumi al nostro fondo librario. Fu inaugurata il 6 settembre con la partecipazione della moglie e della figlia.

Per non dire dell'apporto che Aniasi e i suoi colleghi hanno rivolto alla costruzione della “Galleria della Memoria”, all’interno di un progetto multimediale di alto profilo, tra l'altro assai reclamizzata da “Lettera ai Compagni”, la pubblicazione di Aniasi e prima di lui, di Ferruccio Parri.

Mi fermo per non passare alla elencazione delle manifestazioni e delle presenze di Aniasi sul nostro territorio, elenco che non finirebbe mai. Sono andato a rileggermi il discorso di Aniasi a conclusione del 60° della Repubblica dell'Ossola, in Domodossola il 10 ottobre 2004.

Questa la chiusura: “L'omaggio che oggi noi rendiamo ai protagonisti di una delle più luminose pagine della storia della Resistenza vuole avere anche un significato preciso: respingere i tentativi revisionisti, negare equivoche parificazioni, riaffermare il legame fra Resistenza, Repubblica e Costituzione. Dobbiamo accogliere l'invito che ci rivolse Sandro Pertini, l'eroico partigiano, il Presidente della Repubblica: inviare un messaggio di libertà perchè gli anziani ricordino, i giovani sappiano”.

Questa conclusione è stata il Suo cesellare umano e spirituale dei fini statutari e del ruolo della Casa della Resistenza di Fondotoce.

“Perchè gli anziani ricordino, i giovani sappiano”.

Auspicio di pace sociale, sollecitazione e fare memoria.

Iso oggi, domani e sempre è con noi e ci invita a percorrere questa strada.

È stato diffusore convinto della sacralità della Costituzione riconsegnata all'Italia e alla democrazia italiana con il referendum del 2006. Il tentativo di rimescolare ignobilmente le carte, che muoveva da una destra incorreggibile nella sua miopia storica, è stato respinto in modo perentorio dal referendum popolare: due italiani su tre hanno votato no, seppellendo il tentativo senza onore né lacrime.

Iso aveva ragione di opporsi.

Egli voleva una Costituzione “vissuta con quei forti sentimenti di affezione che debbono legare popolo e Istituzione”.

Sentimenti che ci sono, per nostra grande fortuna, come ha dimostrato la secca sconfitta del tentativo di devastare il corpo della Costituzione, ma sentimenti che debbono essere alimentati con il rafforzamento della cultura costituzionale, nella scuola, nella vita civile, nelle prassi politiche, nelle coscienze infine.

Il che, a quattro anni dalla Sua scomparsa, ci fa dire ancora una volta:

grazie Iso.