I
40 ANNI DELLA STRAGE IMPUNITA DI PIAZZA FONTANA
Il 12 dicembre del 1969 una bomba scoppiò nella sede
Banca dell’Agricoltura provocando morte e devastazione
- Illustrato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
il progetto della “Casa della Memoria” destinata
alle Associazioni partigiane e a quelle dei parenti delle
vittime del terrorismo
Il momento centrale delle manifestazioni è stato il
concentramento in piazza Fontana di numerosissimi cittadini
alle 16,37, ora dello scoppio della bomba nella sede della
banca (allora si chiamava Banca dell’agricoltura) per
assistere alla deposizione delle corone davanti alle lapidi
e ascoltare i discorsi celebrativi. Purtroppo, per la presenza
di un altro corteo di contestatori, la piazza è stata
transennata e presidiata dalle forze dell’ordine, il
che ha scatenato una imprevista protesta: il sindaco di Milano
Letizia Moratti, il presidente della regione, Roberto Formigoni
e il presidente della provincia, intervenuti ai microfoni,
sono stati fischiati. Ma i tafferugli provocati dai “figli”
e dai rifondaroli sono stati contenuti in quanto è
stato loro impedito di sfondare le transenne. La manifestazione
si è poi sciolta senza altri incidenti. Come si può
vedere dal programma che pubblichiamo integralmente, un’altra
giornata importante è stata quella del 7 dicembre nel
corso della quale, in prefettura, il presidente della repubblica
Giorgio Napolitano ha ricevuto i rappresentanti del Comitato
antifascista e quelli dell’associazione vittime del
terrorismo. per l’occasione ai presenti, e in particolare
al Capo dello stato, è stato presentato e illustrato
il progetto della “Casa della Memoria”, edificio
che sarà costruito all’interno del quartiere
“l’Isola” di Milano, in una zona completamente
risanata. Importante è stato anche il collegamento
con le scuole che hanno organizzato, d’accordo con i
dirigenti dell’istituto, visite guidate nei locali dell’istituto.
Una serie di iniziative che non possono essere inquinate da
quei pochi minuti di “follia” collettiva.
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