Prosegue
il nostro percorso attraverso i siti delle memoria resistenziale
Fondotoce:
un sacrario
che racconta la storia e
il martirio dei partigiani
Dispone
di attrezzature moderne e sale multifunzionali molto apprezzate
da insegnanti e studenti della zona – La vasta collezione
libraria della biblioteca dedicata al comandante Iso
di Mario Aniasi
Dopo
aver parlato dell’Istituto e Museo Fratelli Cervi, continuiamo
il nostro percorso attraverso i siti delle memorie partigiane
che non si limitano alla semplice commemorazione degli ex
resistenti, che per ragioni anagrafiche sono sempre di meno,
ma rivolgono la loro attenzione, con programmi ad hoc, ad
una platea sempre più ampia e diversificata.
Fra
questi siti si distingue la Casa della Resistenza di Fondotoce
alla quale per diversi motivi sono particolarmente legato.
In primis perché sorge nella zona nella quale combatterono
i miei due fratelli e molti amici, poi perché mio fratello
Aldo ha fatto parte del gruppo che propugnò la sua
costituzione tant’è che a lui è intitolata
la biblioteca che contiene molte migliaia di libri su argomenti
resistenziali, storici, politici del ‘900. A suo ricordo
è dedicata una quercia,
l’albero
da lui preferito, all’interno del parco ai cui piedi
è posta una lapide che recita: “questa quercia
è dedicata alla memoria del comandante Iso, Aldo Aniasi.
La
Casa della Resistenza , sede staccata dell’Istituto
Storico e della Società Contemporanea “Piero
Fornara” di Novara e Verbano Cusio Ossola, sorge sulla
strada provinciale che va da Fondotoce a Mergozzo, su un area
di 16.000 mq. e comprende diversi monumenti. Il primo, inaugurato
nel 1964, è dedicato ai 43 martiri barbaramente uccisi
dai nazifascisti il 20 giugno 1944: al suo fianco si erge
il sacrario a ricordo dei 1200 caduti della Resistenza nella
provincia di Novara.
A
fianco del monumento principale ne sono via via sorti altri
: uno dedicato ai Caduti nei campi di concentramento tedeschi,
uno ai georgiani caduti nelle file della resistenza, uno ai
deportati nei lager tedeschi.
La
Casa della Resistenza, vero e proprio punto di riferimento
dell’intero complesso, è stata inaugurata nel
giugno 1996: è un edificio polifunzionale adatto a
molte iniziative. Il parco che la circonda ,su proposta dell’ex
comandante partigiano Ettore Carinelli, un caro amico di “Lettera
ai Compagni”, è stato chiamato “ Parco
della Memoria e della Pace”.
Parlando
della Casa della Resistenza ci corre l’obbligo di accennare
alla fucilazione da parte dei nazifascisti dei 43 martiri
intorno al cui monumento la casa prese corpo.
Nel
giugno ’44 le truppe nazifasciste, forti di oltre 5000
uomini, in parte della divisione motocorazzata 236 dell’esercito
tedesco, di due battaglioni di Alpenjager, di truppe fasciste
della Muti, della Tagliamento, delle SS italiane dei presidi
fascisti della zona, iniziarono un massiccio rastrellamento
verso la Val Grande. Scopo dl rastrellamento era quello di
circondare e distruggere i presidi partigiani della zona.
Il rastrellamento riuscì in parte: i partigiani persero
oltre 300 uomini molti dei quali furono fucilati in Val Porgallo,
a Baveno, a Finero , a Beura. Nel contempo 86 persone sospettate
di antifascismo vennero deportate nei lager tedeschi.
Abbiamo
detto che il rastrellamento riuscì in parte perché,
nonostante le atrocità commesse e i tanti caduti, i
partigiani ritornarono subito in Val Grande dove Mario Meneghina,
alleandosi con i garibaldini, costituì la brigata Val
Grande Martire.
Intanto
41 prigionieri catturati a Malesco furono trasportati negli
scantinati di villa Carramora a Intra, interrogati e torturati.
Al gruppo dei 41 furono associati anche un partigiano dei
gap locali e una staffetta che aveva accompagnato in montagna
due milanesi.
Il
gruppo dei 43 fu caricato su un camion e avviato al luogo
della loro fucilazione. Durante il tragitto, nei paesi attraversati,
i prigionieri venivano costretti a scendere e a sfilare fra
le case: quelli della prima fila portavano al collo un cartello
con la scritta “Sono questi i liberatori d’Italia
oppure sono banditi”.
Arrivati
sul luogo del martirio, una località chiamata San Giacomo
a Fondotoce, a tre alla volta furono trucidati dal plotone
di esecuzione; un ufficiale tedesco s’incaricava poi
di dare loro il colpo di grazia. Come non bastasse, un gruppo
di fascisti, giunti alla fine del massacro, come massimo dileggio,
sparò raffiche di mitra sul mucchio di cadaveri.
La
sorte fu benigna con uno dei 43 fucilati, un giovane di 18
anni di Busto Arsizio il quale, benché colpito da 5
proiettili, sopravisse casualmente all’esecuzione: svenne
e sopra di lui caddero gli altri cadaveri, coprendolo e salvandolo.
Durante la notte alcuni abitanti del luogo sentirono i suoi
lamenti e molto coraggiosamente lo aiutarono a rialzarsi e
lo nascosero. Grande fu la sorpresa dei fascisti: avevano
fucilato 43 persone e la mattina dopo si trovarono solo 42
cadaveri. Nonostante le ricerche a tappeto, non fu trovato.
Carlo Sozzi, questo il suo nome, fu curato, guarì e
un mese dopo ritornò a combattere nelle file della
divisione Valdossola con il nome di battaglia di “quarantatre”.
Tornando al complesso di Fondotoce, oltre ai monumenti dei
quali si è parlato, al centro del Parco della memoria
e della pace sorge, la Casa della Resistenza, costituita da
una grande sala multifunzionale attrezzata di apparecchiature
multimediali destinabili a varie attività: conferenze
convegni, rappresentazioni di varia natura; a questa sala
è affiancata la sala delle mostre temporanee. Ci sono
poi la Galleria della memoria ed il laboratorio didattico,
che unitamente alla biblioteca Aldo Aniasi, costituiscono
il fiore all’occhiello dell’Istituto Casa della
Resistenza. Della biblioteca abbiamo già parlato: occorre
solo aggiungere che oltre alla specializzazione in storia
della Resistenza e del Novecento, essa è in collegamento
elettronico con molte biblioteche ed a un servizio di consulenza
bibliografica in grado di assistere i suoi fruitori in ricerche
non solo sui temi istituzionali ma anche su molte altre tematiche.
Il
laboratorio didattico dotato di 12 computer collegati alla
rete interna ed a internet consente di svolgere ricerche e
approfondimenti su vari argomenti. Il laboratorio dispone
anche di lavagne luminose, fotocopiatrici ed altri strumenti
utili a svolgere molteplici attività ed è molto
apprezzato dai professori e dagli studenti della zona.
Un'altra
apprezzata attività della casa della resistenza è
l’approfondimento della storia locale e del turismo
nel Verbano-Cusio-Ossola oltre ai percorsi della memoria e
cioè di visite organizzate su 5 itinerari diversi di
visite ai principali luoghi delle battaglie partigiane e dei
principali monumenti e lapidi che commemorano atrocità
commesse dai nazi-fascisti verso i partigiani i civili e gli
ebrei.
Tutta
l’attività è inoltre supportata da una
efficiente attività editoriale che pubblica un mensile
e molti depliants a illustrazione e a supporto alle molteplici
attività svolte.
Tute
queste attività consentono alla casa della resistenza
di avere una significativa presenza alle sue iniziative e
quindi di tenere viva anche nelle classi più giovani
i valori della resistenza.
|