Ricordato in un seminario a Roma il grande filosofo e intellettuale italiano

Calogero, un antifascista a torto rimosso e trascurato
Numerosi interventi di docenti universitari ne hanno tracciato la figura improntata a un intransigente rigore morale tipico dell’azionismo
di Nicola Terracciano

Alla Casa della Memoria e della Storia di Roma si è tenuto un prezioso ricordo-seminario di studi dal titolo "Guido Calogero. Dialogo, Resistenza, rimozione"

L'invito così diceva: "Sollevare curiosità e interesse sulla figura di Guido Calogero (1904–1986), antifascista, grande filosofo e intellettuale italiano, oggi pressochè sconosciuto ai più e volutamente rimosso, acquisisce il carattere di una sfida: compiere una scelta etica per la comprensione e la tolleranza delle idee degli altri, rifiutare principi assoluti, e dichiararsi pienamente responsabili delle proprie azioni ispirate ai principi morali della persona, prescindendo da ogni predefinita gerarchia di valori: una posizione scomoda nello scenario politico e sociale degli anni Sessanta."

Ha coordinato Vittorio Cimiotta (presidente della FIAP romana, promotrice dell'incontro con la Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia.

Sono seguiti gli interventi del prof. Gennaro Sasso, filosofo, direttore dell'Istituto Italiano per gli Studi Storici di Napoli; del prof. Claudio Del Bello, docente di filosofia della scienza; del dott. Stefano Gambari, responsabile della Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia.

Alla presenza dei familiari (la figlia Laura) e nipoti dell'indimenticabile grande intellettuale europeo militante libero, di testimoni dell'azionismo come il prof. Vittorio Gabrieli, il dott. Piero Cecchetti, e di amici che hanno riempito la sala delle conferenze, il prof. Sasso, alternando momenti di riflessione teorica e politica a ricordi personali e di famiglia, ha inquadrato Calogero nella storia fondamentale dell'idealismo italiano del Novecento, che pochi veramente conoscono, storia altissima dal punto di vista teoretico (basti pensare a Croce, a Gentile), alla quale Calogero ha dato un suo contributo originale.
Dentro questa tensione intellettuale si colloca la riflessione politico-ideologica del Liberalsocialismo, che affonda le sue radici non tanto nel solco di Marx e del socialismo da esso derivante, specialmente quello italiano, di Turati, Matteotti (al cui Partito Socialista Unitario aderì Rosselli), come avviene nel socialismo liberale, ma in quello di Croce, della sua religione della libertà, del liberalismo europeo, del laburismo inglese. Calogero ha conosciuto solo alla fine della seconda guerra mondiale il lavoro teorico di Rosselli.
I valori della chiarificazione teoretica, del dialogo sempre aperto, della libera e rigorosa cultura, collaudata e verificata con gli eventi politici e sociali quotidiani, della scuola pubblica laica, democratica, seria, della fede e della testimonianza di essi, costi quelli che costi, anche il carcere, dell'orizzonte europeo, sono stati gli elementi caratterizzanti la poliedrica personalità di Guido Calogero, che si colloca ai vertici della riflessione ideologica e politica del filone azionista, insieme a Carlo Rosselli.

E' stata ricordata anche la figura della sua compagna e sposa Maria Comandini, nella quale erano fortissime le istanze della storicità e dell'impegno politico, che furono decisive per portare il prestigioso e brillante docente universitario di filosofia sul piano dell'impegno e della testimonianza etico-politica.

Una preziosa serata per non dimenticare uno dei Maestri e Compagni fondamentali della nostra cara tradizione.