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Per comprendere il carattere culturale ed etico dell’azionismo, vale a dire i principi basilari del Partito d’Azione, si potrebbe formulare la seguente caratterizzazione: in una società in cui predomina il principio dei diritti, noi proclamiamo la priorità dei doveri; in una civiltà dei consumi, noi proponiamo l’austerità. Siamo i calvinisti della politica, i fanatici dell’onestà, gli eretici in una società bigotta. Perseguiamo la filosofia del dubbio, la ricchezza della diversità, del pluralismo e del dialogo. Respingiamo l’asserzione vox populi, vox Dei e rispondiamo solo alla nostra coscienza. La nostra presenza è una trasgressione in una società acritica e conformista. È questo il senso del nostro pensiero. Lo spirito critico azionista è difficilmente omologabile e assimilabile a dottrine preconcette, in esso vive una sostanziale essenza libertaria. Ciò lo pone in una situazione permanente di solitudine: la solitudine della libertà di pensiero. Il rifiuto dei luoghi comuni, dei facili slogan, della retorica, delle correnti e delle mode, della demagogia presente nei partiti di massa: è il metodo di un pensiero critico. Ai partiti che pesano si contrappone un Partito “che pensa”. Nell’epoca degli ideologismi, che abbiamo attraversato, la cultura azionista è certamente una anomalia. L’ideologismo
affrontava i problemi della società in modo astratto e utopico, conformando le soluzioni all’ottica fuorviante dei suoi stessi schemi dogmatici e prestabiliti. I danni sono stati rilevanti. Invece secondo la visione azionista le situazioni vanno affrontate con l’ottica della realtà, con analisi rigorose e con la ricerca degli interventi idonei per le soluzioni più ottimali. I problemi non si risolvono con atti di fede, con verità rivelate. Si tratta di pragmatismo? Ognuno è libero di chiamarlo come meglio ritiene, ma non si può affermare che esso sia privo di valori; invece proprio nella sua radice risiedono quei valori laici che si ispirano ai più alti ideali umani della giustizia e della libertà, Dopo il fallimento degli ideologismi quale prospettiva si può dare alla società se non il richiamo a tali concetti finalmente liberi dalla ipoteca del dogmatismo ? Si tratta di un metodo, non di una dottrina, che, mezzo secolo addietro, gli azionisti proponevano e che sono tuttora validi e moderni. La giustizia sociale e la libertà sono valori universali che non tramontano: la loro armonia è generatrice di progresso; dissociate, invece, producono mostruosità e barbarie. Il socialismo reale, privo della libertà, ha creato un totalitarismo disumano e atroce come quello della Russia sovietica e dei suoi satelliti. Il crollo del muro di Berlino ne ha sanzionato la fine e il fallimento. Il liberismo selvaggio, privo della tutela sociale, produce capitalismo egoistico che determina lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e porta alla deteriore “civiltà dei consumi”. Sia nel sistema del capitalismo che in quello del socialismo reale, l’uomo diventa l’oggetto di un ingranaggio economico, lo strumento passivo di un processo produzione-consumo, consumo-produzione. Per tale motivo occorre promuovere una società che ponga l’uomo con la sua dignità, la sua creatività ed i suoi bisogni materiali e spirituali nel ruolo di soggetto, protagonista e artefice del suo destino. In un momento storico in cui i vecchi Partiti del socialismo e del liberalismo si contrapponevano ideologicamente e politicamente, Carlo Rosselli prima ed il Partito d’Azione poi, affermavano l’indissolubilità dei valori della giustizia sociale e della libertà politica. Per Carlo Rosselli, il grande antifascista e fondatore del Movimento Giustizia e Libertà, la giustizia sociale, principale ideologia del socialismo, prima di essere un problema economicistico è un problema morale. Gli azionisti superavano il concetto, puramente astratto, della “religione della libertà” di Benedetto Croce per affermare quello della “libertà liberatrice” operante nella realtà. In questo breve opuscolo ho cercato di sintetizzare una storia di Giustizia e Libertà e del Partito d’Azione e di evidenziarne l’attualità. Le tesi qui esposte non hanno la pretesa di essere “verità assolute”, ma vogliono essere, più semplicemente, un tentativo di dare risposte di cultura “azionista” ai problemi della società attuale e offrire uno stimolo per aprire dibattiti più approfonditi nelle sedi di Giustizia e Libertà. Questo lavoro, inoltre, è dedicato a coloro che si avvicinano oggi a questa illustre e nobile tradizione e desiderano conoscerne brevemente la storia, la cultura e l’attualità, prima di inoltrarsi nella lettura di testi assai più ampi come quelli di Paolo Bagnoli, di Giovanni De Luna e di numerosi altri autori. L’esperienza del Partito d’Azione è stata una meteora luminosa nella storia del nostro Paese, prospettando per esso un rinascimento politico e morale. Ritengo però, sperando di sbagliare, che una tale esperienza sia irripetibile mancando oggi i protagonisti di allora, con il loro grande spessore etico e culturale. Restano tuttavia le loro idee che rappresentano un patrimonio da non disperdere e al quale, certamente, attingeranno nuove formazioni politiche. Gli ideali di Giustizia e Libertà e del Partito d’Azione sono, oggi, più che mai d’attualità e portatori di speranza per un’Italia nuova; essi possono dare ancora un contributo alla rinascita del Paese. Dalla società in crisi e in dissoluzione, con il recupero dei valori etici nel segno di una reale democrazia, potrà nascere un nuovo mondo, un nuovo umanesimo: l’Italia che verrà. |
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