Ricordo la luce. Dalla Repubblica dell'Ossola alla ricostruzione di Milano

La mostra "Ricordo la luce", realizzata dalla FIAP con Fondazione Aldo Aniasi e con La Triennale di Milano in occasione del 70° anniversario della Resistenza e della Liberazione, ha voluto presentare le vicende delle repubbliche partigiane e della loro organizzazione sociale, attraverso le esperienze di alcune figure di primo piano come Aldo Aniasi, Ezio Vigorelli, Gisella Floreanini, fino ad arrivare alla Liberazione, all’Assemblea Costituente e al governo del dopoguerra nella città di Milano, in cui le giunte recepirono le sperimentazioni del periodo delle Repubbliche Partigiane, in particolare in tema di scuola e di welfare. 
In mostra pannelli fotografici con giornali della Repubblica d’Ossola, la sua nascita - pannelli fotografici relativi ai gruppi partigiani dell’Ossola, alle lotte e alla liberazione di Milano - pannelli descrittivi con i documenti originali della giunta di governo, biografie dei vari protagonisti (Vigorelli, Aniasi, Floreanini).
Il materiale in digitale proviene dall’Archivio Storico, Fotografico e Audiovisivo della Triennale di Milano, con il montaggio dei documenti originali del CLN per commissariamento Triennale e corrispondenza con Assemblea Costituente - fotografie e planimetrie progettuali della costruzione del QT8 e concorso casa in lotteria del comune di Milano, filmati e cinegiornali originali dell’epoca - fotografie del quartiere costruito e della visita di Vigorelli alla Decima Triennale.

La mostra è stata esposta per la presentazione ufficiale presso la Triennale di Milano e ha poi iniziato il suo percorso nei Comuni per l'attività con le scuole superiori di primo grado. 
In particolare il 21 aprile 2015 la mostra è stata aperta nel Comune di Rozzano dove sono stati organizzati 6 laboratori con le classi secondo e terze della Scuola Luini Falcone. I laboratori hanno riguardato l'analisi dei documenti in mostra e si sono sviluppate con approccio biografico. Ad ogni classe la FIAP ha consegnato il manuale "Fatti e idee della Resistenza. Un approccio di genere", prodotto dalla stessa Federazione e che contiene 




MATERIALI DIDATTICI:




L'apertura della mostra presso La Triennale


La sindaca di Rozzano Barbara Agogliati con una delle insegnanti della scuola Luini Falcone che hanno partecipato al progetto didattico.
RICORDO LA LUCE:
Ringraziamo per il titolo il ricordo della signora Lelia Siena, raccontato durante la preparazione dell'esposizione nel settembre 2014, dopo 70 anni.
Riportiamo interamente il ricordo:

Un viaggio nella Repubblica dell'Ossola, settembre 1944

Nel settembre del 1944 mia zia Albertina Guazzoni venne a sapere tramite strane vie che il figlio Augusto, diciannovenne, era stato ferito e si trovava nella Repubblica dell'Ossola. Mi chiese allora se ero disposta ad andare con lei a Domodossola.
Con l'entusiasmo e la sicurezza dei miei ventanni acconsentii subito. 
Non ricordo, dopo tanti anni, dove scendemmo dal treno (partito da Arona) per fare a piedi il tratto di terra di nessuna tra i fascisti da una parte e i partigiani dall'altra. A un certo punto fummo fermate dalle guardie fasciste che ci imposero di tornare indietro. La zia era disperata e tutta sudata a causa degli indumenti che indossava uno sopra l'altro da portare al figlio per il vicino inverno. Lei aveva inventato la storiella di un bambino lasciato là presso dei parenti perchè era stato ammalato, ma quelli non volevano sentire ragioni.
In quel momento allora io intervenni e con tutta l'eloquenza di cui ero capace e li pregai di lasciarci passare, intenerendoli col discorso: "se fosse vostra madre o vostra sorella, una amica o una morosa a chiederlo, non lo fareste?".
A quel punto cedettero e fummo libere di proseguire. La zia allora mi disse: "Hai sbagliato i tuoi studi con quella 'lappa' che hai (in vernacolo lacustre parlantina), dovevi fare l'avvocato!...
Fatto un altro tratto di strada arrivammo finalmente dai partigiani che ci accolsero con molta gioia. Incontrammo Augusto che era ferito ma stava abbastanza bene e dopo girammo per la città alla ricerca di un albergo per la notte. 
E allora, verso sera, successe il miracolo di vedere, dopo quattro anni di guerra, di oscuramento, di coprifuoco alle ore 18, la città tutta illuminata.
E' stato per me molto commovente rivedere la luce nelle strade e il movimento di tutti quei giovani.
La ricordo quella luce che non era solo illuminazione ma voleva dire speranza di un cambiamento, la fine della guerra, il ritorno a una vita normale che non ricordavo più, la fine dei bombardamenti, la ricostruzione di tutto quello che era stato distrutto, l'attesa di un avvenire radioso: ecco perchè ricordo la luce!
Lelia Siena, settembre 2014.