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L'Europa, i Balcani e i confini di un'identità - WINTER SCHOOL

pubblicato 8 mag 2018, 06:39 da Fiap Presidenza

La presente ricerca, 
 L'Europa, i balcani e i confini di un'identità, di Anna Ferrando, è stata finanziata dai corsisti iscritti al corso Europa della  Winter schoolMilano 5-26 febbraio 2018.

Un sentito ringraziamento a: Cinzia Agnesini , Sonia Bagatta  , Patrizia  Caccia, Fabio  Comini, Gabriella Ert, Piergiorgio Fabrizio, Gianni Granata, Ausilia Greco , Antonella Miloro,  Mirella Mingardo, Antonella Olivieri, Daniela  Zambrano.

È ora disponibile la versione PDF


https://drive.google.com/open?id=1vIKslVDqWp2deN5wxzx7F0OJnSyLAL5p

Cerimonia al Campo della Gloria - 23 aprile 2018

pubblicato 26 apr 2018, 06:22 da Fiap Presidenza   [ aggiornato in data 27 apr 2018, 01:46 ]


Lunedì 23 aprile 2018 si è svolta la c
erimonia al Campo della Gloria con deposizione di corone a ricordo dei partigiani, dei militari italiani caduti nella Guerra di Liberazione, dei cittadini milanesi deportati nei lager nazisti a seguito della opposizione al regime nazifascista e della persecuzione antisemita.

Sono intervenuti i rappresentanti delle Istituzioni (Comune, Città Metropolitana, Regione Lombardia); il Comandante del Presidio Militare; un rappresentante della Diocesi milanese; il Rabbino capo di Milano.


Conclude Mario Artali, Presidente nazionale della FIAP a nome delle Associazioni Partigiane e Combattentistiche, di seguito riportiamo il suo intervento.


https://drive.google.com/open?id=1k6R_8PkxmARJ_m7TBD1zmu3nCi-PUqGL

La “crisi migratoria” in Europa e i grandi trend mondiali - WINTER SCHOOL

pubblicato 26 feb 2018, 09:08 da Fiap Presidenza   [ aggiornato in data 8 mag 2018, 03:03 ]

La presente ricerca, 
 La “crisi migratoria” in Europa e i grandi trend mondiali, di Matteo Villa, è stata finanziata dai corsisti iscritti al corso Profughi della  Winter schoolMilano 8-29 gennaio 2018.

Un sentito ringraziamento a: Cinzia Agnesini, Claudia Alemani, Patrizia Chiaramonte, Fabio Comini, Ausilia Greco, Carlo Gussoni, Margherita Mainini, Lea Miniutti, Luisa Pedretti, Daniela Zambrano.

È ora disponibile la versione PDF

https://drive.google.com/open?id=1k6R_8PkxmARJ_m7TBD1zmu3nCi-PUqGL






Scomparso Guido De Carli

pubblicato 13 feb 2018, 05:43 da Fiap Presidenza


La F.I.A.P. e tutte le associazioni federate esprimono il loro cordoglio per la scomparsa del partigiano Guido De Carli, Presidente emerito della F.I.V.L.

Scomparso Francesco Villani

pubblicato 8 feb 2018, 00:15 da Fiap Presidenza

È morto il novantenne partigiano milanese Francesco Villani (nome di battaglia "Cif").

L’8 settembre 1943, rifiutatosi di farsi reclutare dai fascisti a Milano, organizzò su incarico di Arturo Capettini un gruppo di giovani autonomi, i “Giovani studenti per la libertà”. 

Fu amico e collaboratore del giovane Bruno Trentin, oltre che di Leo Valiani.
Con Edgardo Sogno e Bruno Trentin partecipò alla liberazione di Parri e del partigiano Walter de Hoog ( “Tulipano”), stretto collaboratore di Parri, arrestati dai tedeschi il 2 gennaio 1945.

PIETRA D'INCIAMPO MILANO

pubblicato 29 gen 2018, 07:07 da Fiap Presidenza   [ aggiornato in data 6 mar 2018, 09:04 ]

Il Comitato per le "Pietre d'Inciampo" - Milano, di cui fa parte la FIAP, ha posato questo mese 26 pietre:

Angelo AGLIERI
V.le Monza 23

Giuseppe BERNA
Via priv. Hermada 4

Michelangelo BÖHM, Margherita LUZZATTO BÖHM
Vai De Amicis 45

Emma BOVI
Via Bezzecca 1 

Enzo CAPITANO
Via Stradella 13

Ernesto REINACH, Ugo DE BENEDETTI, Etta DE BENEDETTI REINACH, Piero DE BENEDETTI
Via De Togni 10

Antonio DE GIORGI
Via Borgonuovo 5

Augusto SILLA FABBRI
Via dei Cinquecento 20

Cesare FANO, Silvia USIGLI FANO
Via Corridoni 1

William FINZI
Via Conca del Naviglio 7

Angelo FIOCCHI
Viale Lombardia 65

Raffaele GILARDINO
Viale Piceno 33

Romeo LOCATELLI
Viale Caldara 11

Giuseppe MALAGODI
Via Marcona 34

Alessandro MONETA
Piazza Cadorna 15

Odorico PIPERNO, Livia SINIGALLIA PIPERNO, Rambaldo PIPERNO, Renzo PIPERNO
Via Bizzoni 7

Giuseppe POGATSCHNIG
Via Sarfatti 25

Otto POPPER
Via Mengoni 2



Un piccolo blocco quadrato di pietra (10x10cm), ricoperto di ottone lucente, posto davanti la porta della casa nella quale ebbe ultima residenza un deportato nei campi di concentramento e di sterminio nazisti: ne ricorda il nome, l'anno di nascita, il giorno e il luogo di deportazione, la data della morte.

Obiettivo della "Pietra d'Inciampo" è mantenere viva la memoria delle vittime della ideologia nazi-fascista nel luogo simbolo della vita quotidiana - la loro casa - invitando allo stesso tempo chi passa a riflettere su quanto accaduto in quel luogo e in quella data, per non dimenticare.








Visita il sito dedicato all'iniziativa: https://goo.gl/dkd6r7

Il concetto di frontiera negli studi storici dalla natura alla politica - WINTER SCHOOL

pubblicato 22 gen 2018, 08:58 da Fiap Presidenza

Grazie al supporto dei corsisti iscritti al corso Populismi della Winter school, Milano 6-27 novembre 2017, è stata possibile la realizzazione della ricerca Il concetto di frontiera negli studi storici dalla natura alla politica, di Simone A. Bellezza.

Un sentito ringraziamento a: Cinzia Agnesini, Claudia Alemani, Patrizia Chiaramonte, Matteo Gambettino, Ausilia Greco, Carlo Gussoni, Antonietta Esposito, Licia Mantovani, Nora Melino,
Fabrizio Piergiorgio, Barbara Robecchi, Stefania Spiritelli.  

È ora disponibile la versione PDF

https://drive.google.com/open?id=0B8bcCsEzG5UvcktieWpBOWstaGc






PIERLUIGI MANTINI RICORDA VITTORIO CIMIOTTA

pubblicato 22 gen 2018, 05:46 da Fiap Presidenza   [ aggiornato in data 22 gen 2018, 07:36 ]

Cimiotta Vittorio
"Vittorio è stato, anche per me, che certo non ero bambino, un Maestro: per la fermezza del Suo pensiero, la trasparenza dei valori, l’umanità disincantata del Suo tratto.

Mi ha accompagnato e guidato, nella metà degli anni Novanta, quando ebbi l’onore di essere con Lui il più giovane componente del Consiglio Direttivo del Movimento d’Azione Giustizia e Libertà, sotto la presidenza di Aldo Garosci e dei vicepresidenti Giorgio Parri e Aldo Visalberghi, e la vigorosa segreteria di Nicola Terracciano.

Non avevo meriti storici e forse neanche di altro genere: portavo però con me un’ansia di cambiamento, in quell’avvio di Seconda Repubblica, che deve essere apparsa convergente con il tentativo perenne di rinnovare l’utopia azionista nell’Italia di quegli anni. Un certo mio furore, proteso al futuro, si mescolava con la testimonianza della storia passata e da essa veniva filtrata.

Abbiamo insieme riscoperto, nel desiderio di attualizzarli nel tempo allora presente, i valori fondativi dell’azionismo, perseguendo ancora una volta una realistica e felice illusione: il pragmatismo dell’agire politico, a pochi anni dalla caduta del muro di Berlino e delle ideologie del Novecento e nell’incipiente progresso del “pensiero unico” della globalizzazione;

l’Europa Federale, idea forte dei precursori, ieri, allora, oggi; i valori dell’etica pubblica, da coltivare con intransigenza ieri, allora, oggi; la dimensione dell’«individualismo democratico», che fu dei primi pensatori socialisti-liberali nell’America del primo Novecento, Emerson, Whitman, Dewey, il motto «sii te stesso», «diventa te stesso», nel pendolo fatale tra solitudine e società, così ben espressiva dell’attuale condizione delle giovani generazioni perennemente «on-line»; l’idea del «partito che pensa», che fu di Calamandrei cui pure dedicammo un Convegno a Pavia e un quaderno in quegli anni, a fronte di un bipartitismo che si mostrava vuoto di pensiero e guidato dalle televisioni; la necessaria laicità della politica e dello Stato, nel tempo del successo delle moral issues di George Bush; l’idea fondamentale di una «democrazia governante », così necessaria anche nel tempo presente.

Insomma ci illudemmo ancora, avendo una ragione che ancora una volta non ci sarebbe stata riconosciuta, che i valori e i materiali del pensiero azionista e di Giustizia e Libertà fossero i migliori per interpretare quella stagione di cambiamenti nel nostro Paese.

Non mancò neppure chi, indomito e naturalmente settario, pensò che fosse opportuno rialzare le insegne nell'agone politico, presentare una propria lista alle elezioni politiche, «rifare il partito».

Suggestioni che crearono divisioni ed anche qualche personale diverbio, archiviati nelle cronache, a dimostrazione che avevamo ragione, sì, quei valori e quei materiali erano utili ed attuali, come lo sono oggi, ma per sorreggere l’agire politico e la «fede civile», come un ricco patrimonio da offrire a tutti, non per vincere le elezioni politiche con un proprio partito. Qualcuno, come me, pensò che fosse ancora possibile coniugarli con la vicenda politica in atto, nell’Ulivo, nel meticciato delle culture democratiche e riformatrici. Lo penso ancora, con ostinazione.

Certo viviamo tempi poco accoglienti, addirittura ostili, distanti dal desiderio di Vittorio che ha proseguito la Sua azione negli anni che seguirono con tutte le forze di cui disponeva, con la radicalità gentile del Suo carattere, soprattutto contro il cesarismo berlusconiano di quegli anni.

Scrivemmo un libro insieme, nel 2005, quando ero parlamentare, con Antonio Maccanico ed Edmondo Paolini, dal titolo eloquente: «Il Nuovo Ircocervo. Cultura azionista e liberalsocialista tra Ulivo e Partito Democratico». Come ben si intende, vedevo in quel campo la possibilità, o l’illusione, di riprendere la coltivazione di quei principi e valori.

Vittorio Cimiotta nel suo scritto, intitolato «Giustizia e Libertà e Partito d’Azione: dalla tradizione al futuro», fu chiaro già nelle Sue prime parole, che voglio ora ricordare, nel tempo del rancore e dei populismi.

«Per comprendere il carattere culturale ed etico dell’azionismo, vale a dire i principi basilari del Partito d’Azione, si potrebbe formulare la seguente caratterizzazione: in una società in cui predomina il principio dei diritti, noi proclamiamo la priorità dei doveri; in una civiltà dei consumi noi proponiamo l’austerità. Siamo i calvinisti della politica, i fanatici dell’onestà, gli eretici in una società bigotta. Perseguiamo la filosofia del dubbio, la ricchezza della diversità, del pluralismo e del dialogo. Respingiamo l’asserzione vox populi, vox Dei e rispondiamo solo alla nostra coscienza. La nostra presenza è una trasgressione in una società acritica e conformista.

È questo il senso del nostro pensiero».

Un pensiero fertile ed orgoglioso che, come Vittorio, non morirà mai."

Gennaio 2018

Pierluigi Mantini
Vice 
Presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa

Lettera di Amos Missori a Renzo Biondo

pubblicato 22 gen 2018, 05:35 da Fiap Presidenza

Dall'archivio FIAP, una lettera di Amos Messori a Renzo Biondo del 2 giugno 1989.

"... abbiamo il dovere, come partecipi di un fatto storico importante come la guerra di liberazione, di continuare a divulgare [i nostri ideali] finchè rimarremo anche uno solo di noi"









Populismo e intellettuali: un percorso storico tra Otto e Novecento - WINTER SCHOOL

pubblicato 17 gen 2018, 06:27 da Fiap Presidenza

Grazie al supporto dei corsisti iscritti al corso Populismi della Winter school, Milano 9-30 ottobre 2017, è stata possibile la realizzazione della ricerca Populismo e intellettuali: un percorso storico tra Otto e Novecento, di Fabio Guidali.

È ora disponibile la versione PDF.
https://drive.google.com/open?id=0B8bcCsEzG5UvcktieWpBOWstaGc













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