Congresso
di Salice Terme -Interventi al Convegno - Pietro Amendola
Pubblichiamo di seguito, l'intervento, tenuto nell'occasione,
dall'Onorevole.
Pietro Amendola, Segretario generale dell'Anppia.
Compagne
e compagni, ringrazio vivamente il vostro presidente Aldo
Aniasi per avermi invitato ad intervenire di persona, ma
evidentemente in rappresentanza dell'Anppia, alle manifestazioni
per i 50 anni dalla fondazione della Fiap. E aggiungo subito,
caro Aniasi, che è soltanto questa rappresentanza
dell'Anppia che mi fà accettare l'espressione, altrimenti
eccessiva, secondo la quale la mia presenza qui oggi è
un onore per la Fiap.
E, invece, effettivamente è più che giusto
l'onore da attribuire all'Anppia, unica associazione, ed
associazione da sempre unitaria, degli italiani che per
la loro attiva militanza antifascista furono perseguiti
dalla dittatura: carcerati, processati, condannati, reclusi,
confinati.
Italiani tra i quali, in una loro rappresentanza che l'Anppia
ha assunto sempre almeno idealmente, vi furono anche quei
grandi combattenti antifascisti che sono stati Ferruccio
Parri e Leo valiani, Valiani era oltretutto della nostra
Presidenza onoraria, nel nome dei quali viene appropriatamente
celebrato il cinquantesimo della Fiap.
E celebrato assai giustamente anche all'insegna della ribadita
unità delle Associazioni della Resistenza.
Questa unità che ha le sue lontane radici in quella
unità prima e dopo l'8 settembre anche Parri e Valiani
instancabilmente perseguirono malgrado difficoltà
alle volte traumatiche.
E la perseguirono dalle nobili sponde di Giustizia e Libertà,
matrice del Partito d'Azione e delle sue formazioni partigiane,
anche nel nome, nell'insegnamento e nell'esempio di un grande
italiano, il Martire della Libertà Carlo Rosselli
fondatore di Giustizia e Libertà. Rosselli esempio
appunto anche di irriducibile convinzione dell'unità
antifascista con i comunisti malgrado roventi polemiche
come quelle ai tempi della follia del "socialfascismo"
a quelle dopo il patto russo-tedesco dell'agosto '39. Polemiche
che non arrivarono mai a tal punto che Giustizia e Libertà,
una minoranza se anche assai qualificata, pensasse lontanamente
che la battaglia antifascista potesse fare a meno della
grande maggioranza costituita dai comunisti, per la quasi
totalità autentici lavoratori.
E' stata, allora, proprio la rappresentanza ideale della
veste di carcerati e confinati che ebbero Rosselli, Parri,
Valiani e tanti altri militanti di Giustizia e Libertà,
unitamente alla riscoperta della validità di tanta
parte del pensiero di Rosselli, che hanno indotto quest'anno
l'Anppia a dedicare particolarmente risalto e anche iniziative
assai impegnative a Giustizia e Libertà nelle carceri
e nelle isole di confino fasciste.
Così è nato a Ventotene il 3 settembre al
Seminario su "L'Europa degli ideali e dei popoli"
quando è toccato a me, per l'Anppia, tenere la prima
relazione, quella sul tema "Carcere e confino laboratori
politici per la redenzione dell'Italia dalla dittatura alla
libertà e alla democrazia".
E la professoressa Cinzia Rognoni Vercelli che ha tenuto
la relazione successiva alla mia, e che oggi ascolterò
di nuovo con lo stesso ben meritato interesse, è
buona testimone del maggiore spazio che ho dedicato ai carcerati
e confinati di Giustizia e Libertà, tra i quali Vittorio
Foa mio compagno dal '40 al '43 nel secondo camerone del
carcere di Civitavecchia.
Ma è soprattutto a Lipari, il 23-24 settembre, che
l'Anppia si è assunta un compito particolarmente
gravoso, e credo che lo abbiamo assolto bene: ricordare
il pensiero e l'azione di Carlo Rosselli, Emilio Lussu e
Fausto Nitti nei 70 anni dalla loro leggendaria fuga dal
confino in quell'isola e nel centenario, il prossimo 16
novembre, della nascita di Rosselli. Ricordare soprattutto
per riaffermare, contro ogni pervicace negazione, l'effettiva
incidenza dell'antifascismo militante unito sulla nascita
e la costruzione della nuova Italia repubblicana.
Non potendo, ovviamente, allungarmi entrando nel merito
del convegno e dell'assemblea di studenti che abbiamo tenuto,
aggiungo soltanto che, sia pure con qualche fatica, siamo
riusciti a portare a Lipari anche i discendenti dei tre
protagonisti della storica fuga. Il ché ha avuto
un positivo impatto emotivo su tutti i presenti.
Cari compagni, credo che bastino queste sommarie informazioni
e l'aggiunta di una soltanto delle motivazioni personali,
Rosselli che dà al suo primo figlio il nome di Giovanni
in memoria di mio Padre vittima della violenza fascista,
bastino a dirvi l'animo quanto mai fraterno ed aperto col
quale vi reco il saluto beneaugurale dell'Anppia. L'augurio
soprattutto a voi, a noi, a tutte le altre associazioni
partigiane e antifasciste, che la nostra unità possa
acquistare forza divenendo, se non osteranno ancora difficoltà
varie fino ad oggi insuperate, una vera e propria unità
organica con una comune associazione dell'Antifascismo e
della Resistenza.
A distanza di oltre cinquemila e oltre sessant'anni da quegli
eventi drammatici ai quali prendemmo parte e giunti alle
soglie del 2000 il nostro compito inderogabile di salvaguardare
la memoria storica dell'Antifascismo e della Resistenza,
e perciò stesso la recuperata identità nazionale,
contro crescenti, molteplici attacchi dolosi favoriti da
colpose sorprendenti smemoratezze e deliberate ignoranze;
questo compito, ripeto inderogabile, diviene sempre più
arduo perchè si fanno sempre più ridotti,
e per l'Anppia sono ormai ridottissimi, i ranghi dei nostri
associati, gli italiani superstiti che si batterono prima
contro la dittatura e poi nella Resistenza per la libertà
dell'Italia e degli italiani.
Sta bene, benissimo, l'unità delle Associazioni della
Resistenza, unità ancora e sempre finchè avremo
vita.
Ma dobbiamo assolutamente trovare assieme prima che sia
troppo tardi la strada che possa far mettere in salvo e
custodire da nuove fresche e combattive energie quella comune
memoria storica della quale fate parte anche voi, compagni
della Fiap, una parte che è più che giusto
che venga meglio conosciuta e meglio apprezzata.