Il
professor Francesco Omodeo Zorini, presidente dell’Istituto
storico della Resistenza di Novara-Verbania, ha tratteggiato
la figura di “Luigi Longo vice comandante militare”.
“Luigi
Longo vice comandante militare”. Inscritto alla facoltà
di ingegneria del Politecnico di Torino, Longo, a soli 18
anni, prese parte alla prima guerra mondiale come bersagliere.
Si votò alla causa socialista divenendo segretario
giovanile del Psi di Torino. Partecipò all’occupazione
delle fabbriche Fiat. E’ tra i fondatori del Pci:
a 21 anni viene eletto membro del comitato centrale del
partito. Ben presto dirige l’organizzazione militare
che si batte contro le squadre fasciste. Dopo il ’22
Longo diventa segretario giovanile del Pci. Arrestato a
Milano nel ’23 e poi a Reggio Emilia, l’anno
dopo, riesce a ripiegare a Parigi da dove dirige un centro
estero di giovani comunisti che, nel 1930, darà vita
alla “svolta”,che segnerà l’inizio
della lotta antifascista. Responsabile organizzativo del
Pci e membro dell’esecutivo internazionale, nel 1936,
è tra i promotori dei fronti popolari e diventa figura
di primo piano a livello internazionale come organizzatore
militare. Combatte in Spagna come “Gallo” dove
viene ferito. A dicembre diviene ispettore di guerra delle
brigate internazionali che contano 50.000 uomini. Arrestato
e internato in un campo di concentramento, viene poi tradotto
a Ventotene dove rimane fino all’agosto del ’43.
Partecipa alla lotta armata contro i tedeschi, organizzando
la difesa di Roma. In Italia combatte con il nome di “Italo”.
Infine, diviene vice comandante del CVL in rappresentanza
delle gloriose brigate Garibaldi.