Convegno CVL a Fondotoce

Introduzione
Aldo Aniasi
Giorgio Rochat
Domenico Contestabile
Arturo Colombo
Raimondo Ricci
Guido Bersellini
Mario Giovana
Luigi Manfredi
Francesco Zorini 
Vittorio Beltrami

 
   
 

Il Senatore Luigi Manfredi, Generale di Corpo d'armata, ha svolto la relazione
su "Il generale Raffaele Cadorna Comandante militare del CVL"

Il Generale Raffaele Cadorna Comandante militare del CVL”. Cadorna – ha sostenuto Manfredi - è una figura centrale nella guerra di liberazione. Uomo d’arme e con una solida tradizione militare di famiglia, non ha mai nascosto la sua avversione al fascismo. A tal proposito val la pena ricordare che rifiutò di accogliere in caserma un federale fascista e di mantenere rapporti con i gerarchi del regime. Soleva dire: in caserma libertà a tutti. Era tra quelli che si dicevano convinti che soltanto la Corona potesse salvare il Paese dal regime, ma quando a un suo messaggio (“siamo pronti a seguirla a un suo cenno”) la Casa reale rispose che sarebbero intervenuti al momento opportuno, Cadorna commentò: il re potrà salvare la monarchia, non il Paese. Cadorna fu sempre coerente e il 25 luglio lamentò l’ambiguità badogliana della “guerra continua”. Dopo l’8 settembre volle continuare la lotta collegandosi con le organizzazioni antifasciste. Ricercato dalle polizie fascista e nazista, prese contatto con il Comitato Alta Italia, mettendosi a disposizione della lotta partigiana. Nel ’46 divenne il “generale dei partigiani”, ma inizialmente il suo lavoro non fu facile a causa della diffidenza manifestatasi tra alcuni gruppi partigiani. A 57 anni si paracadutò in Valcavalli. Cadorna fu impiegato come consulente militare prima , ma in seguito prese il comando, con vice Parri e Longo. Il generale s’impegnò a fondo nella lotta di liberazione. Combattè contro le forze tedesche nella difesa di Roma. Fu decorato di medaglia d’oro al valore militare. Nel ‘48 fu eletto senatore della Repubblica. Si spense a Pallanza il 20 dicembre 1973. Sulla bara volle i fazzoletti delle brigate partigiane, la drappella e la tromba del terzo squadrone Savoia Cavalleria, lo squadrone che aveva comandato da capitano, e la tromba che aveva suonato la carica nella campagna di Russia. Erano i simboli di quei valori di patria e di libertà ai quali Raffaele Cadorna si era sempre ispirato per servire nobilmente e disinteressatamente l’Italia.