I
lavori vengono aperti dalla relazione introduttiva del Presidente
della Fiap Aldo Aniasi. Ecco la sintesi dell’intervento.
Autorità, cittadini, compagni partigiani, questo incontro
non vuole essere una celebrazione come fu quella “solenne”
che si tenne nel 50° anniversario della liberazione nel
giugno del 1994 al teatro lirico di Milano. In questi 8 anni
sono scomparsi importanti, illustri protagonisti della lotta
di liberazione e per tutti ricordiamo: Paolo Emilio Taviani,
Leo Valiani; altri sono assenti per ragioni di età
e di acciacchi. Cari compagni che ci hanno fatto giungere
il loro fraterno saluto e che sono idealmente con noi: Arrigo
Boldrini, con i quali il nostro legame è costante ed
affettuoso. Le nostre file di vecchi partigiani si sono assottigliate
e noi, memori di quanto diceva Ferruccio Parri “per
la nostra generazione non c’è congedo”,
riteniamo nostro dovere far vivere la memoria di una delle
più gloriose pagine della storia patria: la guerra
di liberazione e per la libertà. Noi tutti sappiamo,
ce lo ricordano anche recenti sondaggi, quanto scarsa sia
la conoscenza delle tragedie che sconvolsero il mondo dal
’39 al ’45, degli orrori e della lotta dei popoli
per impedire che vincesse la barbarie nazista. E’ inutile
ripetere le ragioni che hanno concorso ad impedire che tutti
sapessero quanto è costata quella lotta popolare che
dal ’43 al ’45 ha contribuito alla vittoria degli
alleati, come essi stessi hanno dichiarato, in maniera rilevante.
La scuola solo da qualche anno insegna effettivamente la storia
del novecento e numerosi insegnanti hanno partecipato a corsi
di aggiornamento. Fra la vicende meno conosciute sono sicuramente
quelle della guerriglia partigiana, dalle prime bande di ribelli
alla costituzione di un vero esercito riconosciuto dal legittimo
governo italiano e dagli alleati: il Corpo Volontari della
Libertà la cui bandiera à stata decorata di
medaglie d’oro al valore militare. In questi anni è
fiorito un pseudo revisionismo storico che per ragioni ideologiche
si pone l’obiettivo di falsificare la storia, di giustificare
il fascismo, di parificare chi ha combattuto per la libertà
con chi ha militato nelle milizie del fascismo di Salò.
Noi vogliamo ristabilire la verità storica, non per
dividere ma per unire tutti gli italiani nello spirito della
Costituzione Repubblicana. In questi anni anche iniziative
politiche e persino di istituzioni tendono a rivalutare personaggi
che hanno contribuito all’affossamento della democrazia
e al successo della violenza. Abbiamo ritenuto pertanto di
assumere un’iniziativa che, seppur modesta, si propone
di far conoscere un avvenimento storico rilevante: la costituzione
del CVL. La guerra partigiana, va ripetuto, ha concorso alla
vittoria degli alleati, verità formalmente riconosciute
dagli alleati angloamericani e dallo Stato Maggiore germanico
che hanno confermato che diversamente la guerra sarebbe stata
più lunga e con più vittime. La Resistenza ha
consentito a far valere questo titolo al tavolo della pace,
respingendo le pretese della Francia sulle province di Cuneo
e di Aosta e della Jugoslavia su Gorizia e Trieste. Non sono
così presuntuoso da sostituirmi al professor Giorgio
Rochat, che ringrazio calorosamente per aver accolto il nostro
invito, superando molte difficoltà non solo logistiche,
per essere oggi qui con noi. Lo ringraziamo per la relazione
che ha accettato di svolgere e per aver curato un’importante
opera “la raccolta degli atti del CVL” , una complessa
ricerca sulla guerra partigiana, se si considera che si tratta
di una documentazione delle vicende di una lotta clandestina
della quale ogni singolo atto conservato poteva merita di
essere meglio conosciuta ed apprezzata. Grazie al senatore
Domenico Contestabile che ci porta il saluto della Commissione
Difesa del Senato, un gesto che apprezziamo particolarmente
per il suo importante significato a conferma dell’attenzione
delle Istituzioni Rappresentative, della volontà popolare
della Repubblica nata dalla lotta di Grazie ai relatori tutti
per aver accettato il nostro invito e per essersi assunti
un compito gravoso. Sono qui con noi per rendere omaggio a
uomini che hanno guidato in condizioni disperate la lotta
popolare per conquistare la libertà, per la rinascita
della patria, per operare per un futuro di pace. L’omaggio
che noi oggi rendiamo ai componenti del Comando Generale del
Corpo Volontari della Libertà vuole avere un significato
preciso: far vivere la memoria delle lotta popolare per la
giustizia e la libertà ed inviare un messaggio alle
giovani generazioni di oggi e del futuro ricordando loro che
un popolo che non conosce la sua storia corre il pericolo
di ripetere gli stessi errori e di perdere la libertà.
Dò lettura di un messaggio inviatoci dal Presidente
della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Al Presidente della
Repubblica invieremo un caloroso ringraziamento per questo
atto di attenzione che ci incoraggia e ci onora, esprimeremo
il nostro apprezzamento per il suo costante richiamo ai valori
e agli ideali della Lotta di Liberazione Nazionale come ci
ricorda una sua frase stampata su quella parete. ESSERE FEDELI
ALLA COSTITUZIONE ITALIANA SIGNIFICA NON DIMENTICARE MAI LA
SUA ORIGINE, LE SUE RADICI PROFONDE
Dò lettura della lettera di Arrigo Boldrini, l’eroico
comandante “Bulov”, Presidente della fondazione
“Corpo Volontari della Libertà”. Subito
dopo, Aniasi ha introdotto il primo degli interventi, quello
del senatore Contestabile.
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