Convegno CVL a Fondotoce

Introduzione
Aldo Aniasi
Giorgio Rochat
Domenico Contestabile
Arturo Colombo
Raimondo Ricci
Guido Bersellini
Mario Giovana
Luigi Manfredi
Francesco Zorini 
Vittorio Beltrami

   
 
Il Presidente della Commissione Difesa del Senato ha ricordato le motivazioni politiche, dichiarate da Ferruccio Parri, per la nascita della F.I.A.P. Citando Parri, Contestabile ha sottolineato come questi “ritenesse necessario definire la nostra posizione nel modo più netto per uscire una volta per sempre dalle situazioni equivoche e di disagio del passato, e dichiarasse che il nostro movimento vuole e deve essere, nella realtà e nell’apparenza, indipendente da qualunque partito…” E perciò anche dal Partito Comunista Italiano, cui altre pur benemerite associazioni partigiane direttamente si riferiscono. Proseguendo, la polemica con l’A.N.P.I. diventa più leggibile. Dice infatti Contestabile: “Perciò l’organizzazione partigiana che noi vogliamo non deve servire a condurre battaglie di partito, né contro il governo né a suo favore”. All’epoca l’A.N.P.I. conduceva vigorose battaglie politiche contro i governi. Contestabile poi si ferma a tratteggiare l’alto valore morale della Resistenza e la sua rilevanza dal punto di vista militare, nonostante essa fosse costantemente sottovalutata dagli Alleati. Contestabile, infine, ritiene, a 60 anni quasi dai fatti, opportuna, anzi necessaria la pacificazione nazionale sull’esempio di quanto è avvenuto nella vicina Spagna, che pure subì nella sanguinosa guerra civile un milione di morti. La pacificazione nazionale non può però far dimenticare il giudizio politico negativo sulla Repubblica Sociale Italiana. Essa pacificazione infatti riguarda gli uomini; quelli che combatterono nella R.S.I. senza crudeltà e in buona fede, e molti che, morirono per le loro idee, vanno rispettati. La pacificazione nazionale non riguarda le idee. Ci fu chi aveva storicamente e politicamente ragione, e chi aveva torto. Anche questo va ricordato, a memoria delle generazioni future.