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Il
Presidente della Commissione Difesa del Senato ha ricordato
le motivazioni politiche, dichiarate da Ferruccio Parri, per
la nascita della F.I.A.P. Citando Parri, Contestabile ha sottolineato
come questi “ritenesse necessario definire la nostra
posizione nel modo più netto per uscire una volta per
sempre dalle situazioni equivoche e di disagio del passato,
e dichiarasse che il nostro movimento vuole e deve essere,
nella realtà e nell’apparenza, indipendente da
qualunque partito…” E perciò anche dal
Partito Comunista Italiano, cui altre pur benemerite associazioni
partigiane direttamente si riferiscono. Proseguendo, la polemica
con l’A.N.P.I. diventa più leggibile. Dice infatti
Contestabile: “Perciò l’organizzazione
partigiana che noi vogliamo non deve servire a condurre battaglie
di partito, né contro il governo né a suo favore”.
All’epoca l’A.N.P.I. conduceva vigorose battaglie
politiche contro i governi. Contestabile poi si ferma a tratteggiare
l’alto valore morale della Resistenza e la sua rilevanza
dal punto di vista militare, nonostante essa fosse costantemente
sottovalutata dagli Alleati. Contestabile, infine, ritiene,
a 60 anni quasi dai fatti, opportuna, anzi necessaria la pacificazione
nazionale sull’esempio di quanto è avvenuto nella
vicina Spagna, che pure subì nella sanguinosa guerra
civile un milione di morti. La pacificazione nazionale non
può però far dimenticare il giudizio politico
negativo sulla Repubblica Sociale Italiana. Essa pacificazione
infatti riguarda gli uomini; quelli che combatterono nella
R.S.I. senza crudeltà e in buona fede, e molti che,
morirono per le loro idee, vanno rispettati. La pacificazione
nazionale non riguarda le idee. Ci fu chi aveva storicamente
e politicamente ragione, e chi aveva torto. Anche questo va
ricordato, a memoria delle generazioni future.
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