OMAGGIO DELLA F.I.A.P. AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CARLO
AZEGLIO CIAMPI PRONUNCIATO DAL PRESIDENTE NAZIONALE ALDO ANIASI
IL 9 NOVEMBRE 1999
Signor
Presidente,
a
nome dei dirigenti nazionali della F.I.A.P. (Federazione Italiana
delle Associazioni Partigiane), qui presenti, Le esprimo gratitudine
per averci consentito con questo incontro che ci onora, di
esprimerLe la gratitudine per l’attenzione con la quale
ha seguito i lavori del nostro Congresso Nazionale con il
quale abbiamo celebrato il Cinquantesimo della fondazione
all’insegna dell’unità della Resistenza.
Il
saluto che ci ha rivolto è stato accolto con grande
apprezzamento non solo per il significato simbolico che esso
rappresenta ma anche e soprattutto per le affermazioni e i
giudizi che ha voluto sottolineare, in forma inequivocabile,
relativi ai valori della Resistenza, dell’antifascismo
e della democrazia della nostra Repubblica e che, ha voluto
ribadire, ha le sue radici nella lotta di Liberazione Nazionale.
Discorso di Ciampi
INCONTRO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CARLO AZEGLIO
CIAMPI CON L'ON. ALDO ANIASI PRESIDENTE NAZIONALE DELLA FEDERAZIONE
ITALIANA DELLE ASSOCIAZIONI PARTIGIANE E CON UNA DELEGAZIONE
DELLA F.I.A.P.
Palazzo
del Quirinale, 9 novembre 1999
Ringrazio il Presidente, on. Aldo Aniasi, per quello che ha
detto, per le parole con le quali ha voluto rivolgersi a me,
soprattutto per quanto egli ha espresso circa i valori fondamentali
che stanno alla base della nostra Costituzione.
So
di dovere essere, per mandato ricevuto, garante della Costituzione
Italiana e so bene come è nata quella Costituzione;
insieme a voi ne ho vissuto la nascita.
E'
una Costituzione nata sui valori di libertà e di giustizia,
quei valori che avevano animato coloro che presero parte alla
Resistenza.
Ognuno
di noi ricorda quell'orribile 8 settembre 1943 a, al tempo
stesso, ricorda come nei due successivi inverni i giovani
italiani seppero reagire in vario modo, ma con un chiaro sentimento
di vero amor di Patria e di fedeltà ai valori delle
tradizioni italiane.
Il
25 aprile del 1945 ci vide tutti quanti nelle piazze italiane
a gioire. Ricordo ancora l'emozione con la quale ascoltai
alla radio, pochi mesi dopo, la nomina a Presidente del Consiglio
di Ferruccio Parri, che è stato il primo Presidente
della Vostra Associazione. Egli volle che nel Vostro Statuto
fosse, scritto il principio fondamentale della moralità
pubblica e privata come base dei comportamenti di coloro che
si ispirarono alla Resistenza.
Essere
fedeli alla Costituzione italiana significa non dimenticare
mai la sua origine, le sue radici profonde.
Giustamente
il Presidente Aldo Aniasi ha voluto anche ricordare che l'Associazione
non vuole essere e non è un'Associazione di reduci,
ma un'Associazione di persone che ritengono necessario mantenere
sempre vivo il ricordo di quelle vicende, il ricordo di quei
valori da tramandare anche alle future generazioni. Il ricordo
non significa certo il cercare di mantenere vive divisioni;
al contrario significa - come ha detto l'on. Aldo Aniasi -
volere che la pacificazione, che in Italia proprio in virtù
di quegli eventi è avvenuta, rimanga salda e veda l'unità
nazionale del nostro Paese rafforzata dalla memoria di quelle
vicende, dalla lotta che venne fatta contro la dittatura,
la lotta che venne fatta in difesa dei principi fondamentali
dei diritti umani.
Non
ho molto altro da aggiungervi, se non ringraziarvi per quello
che voi rappresentate, per quello che voi avete fatto e con
voi hanno fatto tanti che non sono qui, e soprattutto di coloro
che morirono in quei due inverni sulle montagne italiane.
Il loro ricordo fate bene a mantenerlo vivo, fate bene tramandarlo
ai giovani, ai nostri nipoti, perché spesso queste
cose tendono ad essere dimenticate.
L'unità
dell'Italia oggi è una realtà che si è
realizzata nel superamento di quelle che furono le basi delle
tristi vicende delle due guerre mondiali.
L'Europa
ha significato il riscatto da mentalità, da ideologie
perverse, da nazionalismi addirittura degenerati in ideologie
negative dei diritti umani. L'Europa ha significato il superamento
di tutto questo e da oggi l'Europa è per noi non solo
il superamento di conflitti, che più non possono avvenire,
ma è soprattutto una visione del futuro, di una Europa
che deve affermare, in ogni parte del Continente, e sostenere
in ogni parte del mondo la pace, la vera pace.
Sono
solito spesso parlare della pace europea, perché è
una pace che è solida proprio in quanto è nata
dall'avere avuto l'esperienza di conflitti veramente terribili,
ripeto: spesso degenerati e animati da ideologie indegne della
coscienza umana.
Con
questi sentimenti rinnovo il mio ringraziamento per la vostra
presenza qui. Sono io che ringrazio voi.
Ho
avuto il piacere di salutare di nuovo persone che da molti
anni non vedevo. Ricordavo, poco fa, con Giorgio Spini il
nostro primo incontro nel 1944. Allora avevo passato da poco
le linee, ero un giovane sottotenente dell'esercito, andavo
a Lecce per ricostruire la mia posizione, dopo un'annata passata
nelle montagne abruzzesi. Incontrai Spini che allora parlava
alla radio di Bari sotto il nome di "Gigli", se
ben ricordo.
Con
questi sentimenti vi rivolgo i migliori auguri e l'auspicio
che possiate continuare a lungo in questa vostra benemerita
attività, non solo nel ricordo del passato, ma per
la costruzione di un avvenire sempre migliore. Grazie.
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